Cranio di "Ursus Spaeleus" (ordine: carnivori; famiglia: ursidi), alquanto scheggiato e ricoperto da incrostazioni argillose. Conserva "in situ" tutti i denti tranne gli incisivi.
Identificazione (SGTI)
Cranio di "Ursus Spelaeus, Ros."
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
1857
INVC:
Piano terra
Fascia cronologica di riferimento (DTZG)
Pleistocene superiore
Notizie storico-critiche (NSC)
Questo cranio è stato ritrovato nella Caverna delle Fate, in provincia di Savona, insieme ad altri resti ossei che documentano la presenza dell’orso delle caverne in numerose grotte preistoriche della Liguria.
Più grande dei grizzly di oggi e prevalentemente erbivoro, era molto diffuso in Europa nel Pleistocene superiore. Sulle zampe posteriori poteva raggiungere anche i 3,5 metri di altezza e aveva lunghi denti e artigli affilati.
Questi animali durante l’inverno si rifugiavano nelle grotte e alcuni individui potevano morire o essere cacciati dai Neanderthal: la caccia agli orsi delle caverne poteva procurare una grande quantità di carne, ma anche pellicce, tendini e grasso.
Nella Caverna della Bàsura a Toirano (SV), l’orso delle caverne è vissuto tra 50.000 e 24.000 anni fa e uno scavo all’interno della grotta ha permesso di scoprire un livello dove sono state individuate tracce di pelliccia fossilizzata. Al museo si può ammirare anche un grande esemplare ricomposto per intero con le ossa di individui diversi provenienti dalla Caverna del Pastore (Toirano, SV).
Cranio di "Ursus Spaeleus" (ordine: carnivori; famiglia: ursidi), alquanto scheggiato e ricoperto da incrostazioni argillose. Conserva "in situ" tutti i denti tranne gli incisivi.
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
mutilo
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Specifiche di accesso ai dati (ADS)
Profilo di accesso (ADSP):
1
Motivazione (ADSM):
scheda contenente dati liberamente accessibili
Compilazione (CMP)
Data (CMPD):
2022
Nome (CMPN):
Imbimbo, Kevin
Funzionario responsabile (FUR)
Garibaldi, Patrizia
Funzionario responsabile (FUR)
Funzionario responsabile (FUR):
Molinari, Irene
Altro codice bene (ACC)
AR_01857
Identificazione (SGTI)
Cranio di "Ursus Spelaeus, Ros."
Notizie storico-critiche (NSC)
Questo cranio è stato ritrovato nella Caverna delle Fate, in provincia di Savona, insieme ad altri resti ossei che documentano la presenza dell’orso delle caverne in numerose grotte preistoriche della Liguria.
Più grande dei grizzly di oggi e prevalentemente erbivoro, era molto diffuso in Europa nel Pleistocene superiore. Sulle zampe posteriori poteva raggiungere anche i 3,5 metri di altezza e aveva lunghi denti e artigli affilati.
Questi animali durante l’inverno si rifugiavano nelle grotte e alcuni individui potevano morire o essere cacciati dai Neanderthal: la caccia agli orsi delle caverne poteva procurare una grande quantità di carne, ma anche pellicce, tendini e grasso.
Nella Caverna della Bàsura a Toirano (SV), l’orso delle caverne è vissuto tra 50.000 e 24.000 anni fa e uno scavo all’interno della grotta ha permesso di scoprire un livello dove sono state individuate tracce di pelliccia fossilizzata. Al museo si può ammirare anche un grande esemplare ricomposto per intero con le ossa di individui diversi provenienti dalla Caverna del Pastore (Toirano, SV).