Trittico ligneo costituito da un dipinto a tempera su tela applicata su tavola. L’opera presenta la classica costruzione medievale, che prevede un supporto ligneo su sui è stata applicata una tela (incamottatura) formata, sia in trama che in ordito, da una fibra di cotone. Su quest’ultima è stata prima stesa in un solo strato la preparazione a base di gesso, anch'essa tipica della costruzione italiana medievale, e poi la pellicola pittorica. La pellicola pittorica presenta pigmenti in uso dai tempi più antichi. Lo smaltino, derivante dalla lavorazione del vetro; la Crisocolla, trovata anche in tombe egizie; il Cinabro e i gialli di piombo o di arsenico, da sempre usati nella pittura derivante dalla storia artistica più remota. Il trittico presenta la seguente raffigurazione: a destra dall'alto, Santo con due devoti e angeli e scena della Crocefissione con San Giovanni e la Madonna addolorata; al centro, Madonna con bambino; a sinistra dall'alto, Cristo coronato di spine; San Giorgio che ferisce il demonio; Ràis con due capi militari, due tigri e due leopardi.
Personaggi: Madonna; Gesù; San Giovanni Battista; San Giorgio, santo; Ràis; devoti. Animali: cavallo; tigre; leopardo. Animali fantastici: drago. Oggetti: croce; corona di spine.
Titolo (SGTT)
Trittico ligneo con scene religiose, immagini di Cristo, santi e Madonna
SGT
SGTI:
Crocifissione con San Giovanni e Madonna Addolorata
SGTI:
Cristo coronato di spine
SGTI:
Madonna con Bambino
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
C.A. 787
INVD:
1909
DTZ
DTZG:
XVI
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTM:
analisi diagnostiche,analisi chimico-fisica,analisi dei materiali
DTSI:
1501
DTSF:
1600
MTC
MTC:
tempera su tela incollata su tavola
Notizie storico-critiche (NSC)
Trittico proveniente dalla Chiesa di Cherseberg ad Adigrat, città dell'Etiopia e capoluogo della provincia dell'Agamé, nella regione di Tigrè.
Tra i soggetti raffigurati vi è un Ràis: tale titolo, uno dei più nobili della corte imperiale etiope ed equivalente all'europeo "duca", nacque probabilmente nel XVI secolo; era dapprima attribuito ai signori feudali delle maggiori province dell'Etiopia, mentre in seguito fu assegnato ai dignitari di rango immediatamente inferiore al negus. Anche alcuni dignitari della Chiesa ortodossa etiope tevahedo avevano il diritto di portare questo titolo.
Tipo scheda (TSK)
OA
Livello catalogazione (LIR)
P
Codice univoco (NCT)
Codice Regione (NCTR):
07
Numero catalogo generale (NCTN):
00408315
Ente schedatore (ESC)
C010025
Ente competente (ECP)
S21
Altri codici (ACC)
OGT
OGTD:
trittico dipinto
OGTT:
lignea
Quantità (QNT)
Quantità degli esemplari (QNTN):
1
Titolo (SGTT)
Trittico ligneo con scene religiose, immagini di Cristo, santi e Madonna
SGT
SGTI:
Crocifissione con San Giovanni e Madonna Addolorata
Dott.ssa Michela Fasce, consulente diagnostica e tecniche artistiche Perito CCIAA di Genova n. 2106
RSTR:
Associazione A’ Compagna
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Trittico ligneo costituito da un dipinto a tempera su tela applicata su tavola. L’opera presenta la classica costruzione medievale, che prevede un supporto ligneo su sui è stata applicata una tela (incamottatura) formata, sia in trama che in ordito, da una fibra di cotone. Su quest’ultima è stata prima stesa in un solo strato la preparazione a base di gesso, anch'essa tipica della costruzione italiana medievale, e poi la pellicola pittorica. La pellicola pittorica presenta pigmenti in uso dai tempi più antichi. Lo smaltino, derivante dalla lavorazione del vetro; la Crisocolla, trovata anche in tombe egizie; il Cinabro e i gialli di piombo o di arsenico, da sempre usati nella pittura derivante dalla storia artistica più remota. Il trittico presenta la seguente raffigurazione: a destra dall'alto, Santo con due devoti e angeli e scena della Crocefissione con San Giovanni e la Madonna addolorata; al centro, Madonna con bambino; a sinistra dall'alto, Cristo coronato di spine; San Giorgio che ferisce il demonio; Ràis con due capi militari, due tigri e due leopardi.
Personaggi: Madonna; Gesù; San Giovanni Battista; San Giorgio, santo; Ràis; devoti. Animali: cavallo; tigre; leopardo. Animali fantastici: drago. Oggetti: croce; corona di spine.
Notizie storico-critiche (NSC)
Trittico proveniente dalla Chiesa di Cherseberg ad Adigrat, città dell'Etiopia e capoluogo della provincia dell'Agamé, nella regione di Tigrè.
Tra i soggetti raffigurati vi è un Ràis: tale titolo, uno dei più nobili della corte imperiale etiope ed equivalente all'europeo "duca", nacque probabilmente nel XVI secolo; era dapprima attribuito ai signori feudali delle maggiori province dell'Etiopia, mentre in seguito fu assegnato ai dignitari di rango immediatamente inferiore al negus. Anche alcuni dignitari della Chiesa ortodossa etiope tevahedo avevano il diritto di portare questo titolo.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
donazione
Nome (ACQN):
F. S. Mosso
Data acquisizione (ACQD):
20/11/1909
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
15 FINALE
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
16 FINALE
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
17 FINALE
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
19 FINALE
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
20 FINALE_part. Bambino
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
21 FINALE_part. Madonna
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Fasce, Michela
FTAD:
2019
FTAN:
18 FINALE
FTAT:
Post restauro
FTAF:
jpg
Specifiche di accesso ai dati (ADS)
Profilo di accesso (ADSP):
1
Motivazione (ADSM):
scheda contenente dati liberamente accessibili
Compilazione (CMP)
Data (CMPD):
2024
Nome (CMPN):
Boeddu, Ilaria
Funzionario responsabile (FUR)
De Palma, Maria Camilla
Osservazioni (OSS)
L’Associazione A’ Compagna è legata a Castello D’Albertis e al Cap. d’Albertis da sempre: la foto dei soci in visita il 12 ottobre 1931, riuniti con il Capitano intorno alla scultura di Giulio Monteverde di Colombo Giovinetto in occasione della Giornata Colombiana, è solo una prova tra le altre, insieme agli stessi articoli del bollettino dell’Associazione dell’aprile e dell’ottobre 1931. La pergamena consegnata al Capitano nel 1925 e la lettera conservata in Archivio del Presidente Pescio del 1928 confermano l’ammirazione e l’affetto verso la sua figura, storicamente legata alle imprese per mare e alla città.
Con la consapevolezza di questa relazione e delle stima reciproca tra le due istituzioni, è stato naturale da parte dell’Associazione farsi avanti per supportare il museo nella cura delle collezioni, quando nel 2019 si è reso necessario restaurare il ritratto del Capitano su pannello di compensato a firma del noto pittore Glauco Cambon (1875-1930). La cifra generosamente messa a disposizione ha permesso inoltre di rispondere a un'emergenza occorsa durante il passaggio dai depositi al castello di un trittico etiope ligneo, che è stato attaccato da un'infestazione di muffa e funghi dovuta al repentino cambio di temperatura e clima. La campagna diagnostica, effettuata durante l’intervento di restauro realizzato dalla dott.ssa Michela Fasce, ha permesso di individuare il supporto tessile in cotone, gli strati preparatori e i pigmenti, e di datare l’opera al secolo XVI. Le analisi chimico-fisiche per il riconoscimento dei materiali sono state eseguite presso il laboratorio dell’Arpal-Liguria, che si è generosamente prestato per l’occasione per mano delle Dr.sse Rosamaria Barlotto, Sonia Prandi e Paola Bisi. Le operazioni si sono concluse a dicembre 2019, in occasione di una presentazione prevista nel 2020 e bloccata dalla pandemia per Covid-19.
Esposizione: dimora, secondo piano, "soglia" tra i due percorsi del museo.