Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni
Denominazione spazio viabilistico (LDCU):
Calata de' Mari, 1
Specifiche (LDCS):
Esposizione, sala 1
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
3516
INVD:
12/6/1922
DTZ
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
fine
DTM:
inventario museale
DTSI:
1597
DTSV:
post
DTSF:
1599
DTSL:
ante
Autore (AUT)
AUTM:
documentazione
AUTN:
Grassi, Cristoforo
AUTA:
XVI secolo
AUTH:
00000507
MTC
MTC:
tela- pittura a tempera
Misure (MIS)
MISU:
m
MISA:
1.73
MISL:
2.69
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
lavori di escavazione del porto di Genova
DES
DESS:
veduta: Genova: porto
Iscrizioni (ISR)
ISRC:
documentaria
ISRL:
latino
ISRS:
a pennello
ISRT:
lettere capitali
ISRP:
a destra in basso
ISRI:
EXAUSTO SINU MARIS SPINULORUM ET CALVORUM PONTES ALLUENTIS, JAMQUE / TERRA IN OCTO PALMORUM ALTITUDINE EGESTA, INDE REPENTE SUBUTUS / SPINULORUM PONTEM AQUA INFLUENS, FOSSAM OBUNDAVIT. UNDE NICOLAUS/ SERRA, DOMINICUS DE TURRE, JOANNES BAPTA AURIA, JULIUS DE RUVERE ET / JOANNES FRANCISCUS IUSTINIANUS, ET POST EUM HIER.DE ECCLESIA, PATRES COMUNIS/ PORTUSQUE CERVATORES PONTEM PRAEDICTUM VALLARI, ACCURSUS AQUAM/ EXHAURIRI MANDARUNT, UT EUM A MARIS IMPETU PERRUPTUM RESTAURARENT/ OPUSQUE COEPTUM PREFICERENT. CUI OPERI ASSIDUE INTERFUERUNT/, SUMMA CUM DILIGENTIA ONNIA FIERI CURANTES ANNO 1597 PRIDIE IDUS/ JULII AD DUODECIM KALEN.DECEMBRIS. POSTEROS MONIENTES UT SI QUANDO ALIAM IN/ ALIQUA PORTUS PARTE PURGATIONEM FIERI CONTINGERIT, PONTES/ MINIME FODIANT NEC AD IPSOS SPATIO VIGINTI PALMORUM ACCEDANT.
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
3516
Specifiche di accesso ai dati (ADS)
Profilo di accesso (ADSP):
1
Compilazione (CMP)
Data (CMPD):
2019
Nome (CMPN):
Carosio, Giovanni
Funzionario responsabile (FUR)
Campodonico, Pierangelo
Osservazioni (OSS)
Traduzione:
Escavato il golfo del mare che bagna i ponti Spinola e Calvi e già svuotata la terra per un’altezza di otto palmi, quindi affluendo d’un tratto sotto al ponte Spinola l’acqua, inondò il canale. Allora Nicola Serra, Domenico della Torre, Giovanni Battista Auria, Giulio della Rovere e Giovanni Francesco Giustiniano, e dopo di lui, Ieronimo della Chiesa, Padri del Comune e Salvatori del porto ordinarono che il suddetto ponte fosse trincerato e che l’ acqua riversatasi fosse svuotata, per ripristinarlo in quanto spezzato dall’urto del mare, e che l ‘opera intrapresa fosse portata a termine. In quest’opera si impegnarono senza interruzione, cercando che tutto fosse realizzato con la massima cura, nell’anno 1597 la vigilia delle Idi di luglio ( 14 luglio ) fino al 13 dicembre, con il consiglio ai posteri che se mai fosse accaduto che in qualche parte del porto si verificasse un altro spurgo, scavassero pochissimo i ponti e non si avvicinassero ad essi per uno spazio di venti palmi.