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Escavazione del fondo marino del Mandraccio nel 1575

Galata Museo del Mare
OGT
OGTD:
dipinto
Autore (AUT)
AUTS:
bottega
AUTM:
documentazione
AUTN:
Dioniso di Martino (Martens)
AUTA:
notizie seconda metà sec. XVI
AUTH:
00000508
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
lavori di escavazioni del porto di Genova
DES
DESS:
veduta: Genova: porto
SGT
SGTI:
porto di Genova
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
3513
INVD:
12/6/1922
DTZ
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
ultimo quarto
DTM:
inventario museale
DTSI:
1576
DTSV:
post
DTSF:
1600
DTSL:
ante
MTC
MTC:
tela- pittura a tempera
Notizie storico-critiche (NSC)
Uno dei maggiori problemi dei bacini portuali è l'interramento, a causa dei detriti trasportati a valle dai rivi. Per questa ragione non pochi porti dell'antichità sono "morti" e spesso con loro le città di cui costituivano la principale risorsa.

Il porto di Genova esiste ancora oggi grazie ai lavori di escavazione che periodicamente venivano fatti eseguire dalla Magistratura dei "Salvatore porti et moduli"

Essi consistevano nel delimitare con una palificata in legno lo spazio tra due moli; quindi svuotare il bacino così creato con le "cicogne"; infine asportando i sedimenti del fondo grazie al lavoro manuale di centinaia di salariati.

Beni demoetnoantropologici materiali