Link alla homepage logo musei di genova header

Macchina inutile

Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
OGT
OGTD:
installazione
Autore (AUT)
AUTN:
Munari, Bruno
AUTA:
Milano 1907 - Milano 1998
AUTR:
artista
Descrizione dell'opera (DESO)
La scultura in oggetto è composta da forme geometriche elementari di materiale ligneo leggero, dipinte su entrambe le facce con colori diversi così da sottolineare l’instabilità percettiva della stessa. I diversi elementi si agitano nello spazio con movimenti autonomi, sensibili a qualsiasi più piccolo cambiamento dell’ambiente dove sono ospitate.
Titolo dell'opera (SGTT)
Macchina inutile
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
717
DTZ
DTZG:
sec. XX
Cronologia (DT)
DTSI:
1947
DTSF:
1983
Materiali/allestimento (MTC)
Materiali, tecniche, strumentazione (MTCI):
quattro elementi in legno laccato bianco in sviluppo orizzontale
Indicazioni specifiche (MTCS):
teste dei legni colorate con tempera a caseina nei colori complementari
Notizie storico-critiche (NSC)
Bruno Munari è stato un grande sperimentatore, anche in direzione delle arti applicate. Incominciò a realizzare le prime “Macchine” dal 1933 e in quindici anni ne progettò 93, utilizzando tecniche derivate dalla produzione industriale di prodotti seriali. Le prime opere hanno titoli allusivi (“Macchine sensibili”, “Respiro di macchina”), che si trasformano poi ironicamente in “Macchine Inutili” a sottolineare la pura e unica funzione estetica slegata da qualsiasi funzionalità e efficienza. “Personalmente pensavo che sarebbe stato interessante liberare le forme astratte dalla staticità del dipinto e sospenderle in aria, collegate tra loro in modo che vivessero con noi nel nostro ambiente, sensibili alla atmosfera vera della realtà”.