Brucia-incenso, kōro; un piccolo corpo cubico poggia su piedini a forma di foglia; sulla sommità un coperchio sormontato da una farfalla con due piccoli fori per la fuoriuscita del fumo.
Le quattro facce cubiche all’interno di cornici rosse e oro raffigurano con delicatezza paesaggi montani in quattro varianti:
- Una pagoda tra pini e aceri sulla sommità di una scarpata
- Una pagoda con ponte tra le nuvole immersa in un bosco di aceri a picco tra rocce
- Due saggi su un precipizio affacciato sulle nuvole
- Montagne rocciose e acero
La policromia si ispira alle porcellane cinesi così come le stesse raffigurazioni rimandano alla pittura cinese di paesaggio e mostrano la conoscenza della scuola pittorica Kano.
La farfalla è resa in stile naturalistico come se si fosse appena appoggiata sul coperchio, si tratta di un chiaro il rimando alla spiritualità dell’oggetto, un brucia-incenso: il fumo che si solleva fuoriuscendo in un palese rimando alla capacità di trasformazione della farfalla e alla sua caducità.
La ricca presenza di smalti policromi e oro di queste porcellane, a imitazione delle porcellane cinesi del XVI secolo, risale al periodo Genroku (1688-1703) e continua durante tutto il XVIII secolo.
Brucia-incenso, kōro; un piccolo corpo cubico poggia su piedini a forma di foglia; sulla sommità un coperchio sormontato da una farfalla con due piccoli fori per la fuoriuscita del fumo.
Le quattro facce cubiche all’interno di cornici rosse e oro raffigurano con delicatezza paesaggi montani in quattro varianti:
- Una pagoda tra pini e aceri sulla sommità di una scarpata
- Una pagoda con ponte tra le nuvole immersa in un bosco di aceri a picco tra rocce
- Due saggi su un precipizio affacciato sulle nuvole
- Montagne rocciose e acero
La policromia si ispira alle porcellane cinesi così come le stesse raffigurazioni rimandano alla pittura cinese di paesaggio e mostrano la conoscenza della scuola pittorica Kano.
La farfalla è resa in stile naturalistico come se si fosse appena appoggiata sul coperchio, si tratta di un chiaro il rimando alla spiritualità dell’oggetto, un brucia-incenso: il fumo che si solleva fuoriuscendo in un palese rimando alla capacità di trasformazione della farfalla e alla sua caducità.
La ricca presenza di smalti policromi e oro di queste porcellane, a imitazione delle porcellane cinesi del XVI secolo, risale al periodo Genroku (1688-1703) e continua durante tutto il XVIII secolo.
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
CH01C-57
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Zenone Padula Laura
BIBD:
1992
BIBN:
pp. 282-283, n. 110
Citazione completa (BIL)
Zenone Padula Laura, Viaggio in occidente. Porcellane orientali nelle collezioni civiche genovesi, Milano, Fabbri Editori, 1992.