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Bruciaprofumi (kōro)

Denominazione/dedicazione (OGTN)
Brucia-incenso
OGT
OGTD:
bruciaprofumi
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Brucia-incenso, kōro; un piccolo corpo cubico poggia su piedini a forma di foglia; sulla sommità un coperchio sormontato da una farfalla con due piccoli fori per la fuoriuscita del fumo. Le quattro facce cubiche all’interno di cornici rosse e oro raffigurano con delicatezza paesaggi montani in quattro varianti: - Una pagoda tra pini e aceri sulla sommità di una scarpata - Una pagoda con ponte tra le nuvole immersa in un bosco di aceri a picco tra rocce - Due saggi su un precipizio affacciato sulle nuvole - Montagne rocciose e acero La policromia si ispira alle porcellane cinesi così come le stesse raffigurazioni rimandano alla pittura cinese di paesaggio e mostrano la conoscenza della scuola pittorica Kano. La farfalla è resa in stile naturalistico come se si fosse appena appoggiata sul coperchio, si tratta di un chiaro il rimando alla spiritualità dell’oggetto, un brucia-incenso: il fumo che si solleva fuoriuscendo in un palese rimando alla capacità di trasformazione della farfalla e alla sua caducità.
Codifica Iconclass (DESI)
25HH
DES
DESS:
Paesaggio naturale: rocce, montagna, pino, acero, nuvole Architettura: pagoda, ponte Personaggi: saggi
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
C-57
INVD:
1898
DTZ
DTZG:
XVIII
Cronologia (DT)
DTM:
bibliografia
ADT:
periodo Edo
DTSI:
1701
DTSF:
1800
MTC
MTC:
porcellana blu sottocoperta, smalti sopra coperta rosso, oro, verde, viola,
MTC:
porcellana- pittura
Notizie storico-critiche (NSC)
La ricca presenza di smalti policromi e oro di queste porcellane, a imitazione delle porcellane cinesi del XVI secolo, risale al periodo Genroku (1688-1703) e continua durante tutto il XVIII secolo.

Livelli