I dipinti rientrano tra le opere più fragili, necessitanti di specifiche esigenze di conservazione, insieme alle stampe xilografiche e ai materiali cartacei e librari, pertanto sono escluse dall’esposizione permanente del Museo. Per la loro tutela viene fatta una rotazione di quest'ultime, esponendole durante mostre temporanee; pertanto, non saranno sempre visibili al pubblico le opere di queste peculiari categorie.
I dipinti montati su rotoli verticali da appendere (kakejiku o kakemono), su rotoli orizzontali da leggere (emakimono) o su paraventi a più ante (byōbu), erano opere uniche e la vera espressione della mano dell’artista.
Il kakemono si apre in verticale ed è concepito come decorazione murale da interno. Viene spesso esposto nel tokonoma (alcova rialzata presente nella stanza del tatami). Essendo spesso collegato a periodi specifici dell'anno (gosekku, hanami, momijigari) o a occasioni e tradizioni particolari (matsuri, festival e danze), è esposto solo temporaneamente e poi riposto, accuratamente arrotolato, in apposite scatole oppure sostituito da un altro kakemono più appropriato alla nuova data, occasione o stagione.
Spesso iscritti con calligrafia, i dipinti furono commissionati principalmente da personalità e classi elitarie tra cui nobili, aristocratici appartenenti alla corte imperiale o eminenti monaci di ricchi complessi templari.
Il kakemono durante il periodo Heian (794-1185 d.C.), era principalmente usato per esporre immagini buddiste destinate al culto o come supporto per calligrafie. Dal periodo Muromachi (1392 – 1573 d.C.), paesaggi naturali e dipinti di fiori e uccelli divennero i temi più diffusi.
Successivamente i dipinti iniziarono ad avere raffigurazioni diverse e variegate, spesso affini a quelle che popolavano anche le stampe ukiyoe: raffigurazioni di eroi, illustri poeti, personaggi ed episodi letterari, bijinga “le belle donne” spesso raffiguranti famose cortigiane (oiran) e commissionati dai loro ricchi ammiratori oppure dipinti che celebravano luoghi e paesaggi celebri del Giappone (meisho) come le vedute con il monte Fuji.
Mentre le stampe ukiyoe erano economicamente accessibili, i dipinti rimasero sempre una prerogativa delle classi più abbienti; artisti celebri per le loro stampe erano spesso anche rinomati pittori, come nel caso di Katsushika Hokusai.