Stampa composita in tre fogli che raffigura un giardino. Dieci figure si affaccendano intorno a un albero di kaki. A destra abbiamo una donna seduta intenta a staccare i frutti da un ramo per riporli in una cesta. Dietro di lei un'altra fanciulla ha sollevato la sua compagna per permetterle di raggiungere la chioma dell'albero. Al centro un uomo è salito sul tronco e, dopo aver staccato una fronda, la porge a una donna già china a terra. Nei pressi dell'albero compaiono anche una nobildonna accompagnata dalla sua ancella. A sinistra una figura stante e in punta di piedi sta raccogliendo a mano un frutto, mentre le sue compagne tirano con forza il ramo verso il basso grazie all'ausilio di una corda.
Identificazione (SGTI)
Raccolta dei frutti
Titolo (SGTT)
La raccolta dei kaki
Soggetto (SGT)
Tipo titolo (SGTL):
da Failla 2016, p. 157
Inventario di museo o di soprintendenza (INV)
INVN:
S-1158
DTZ
DTZG:
XIX
Cronologia (DT)
DTZS:
inizio
DTM:
bibliografia
ADT:
fine periodo Edo
DTSI:
1803
DTSF:
1804
MTC
MTC:
Nishiki-e, inchiostro e colori su carta, Ōban formato verticale
MTC:
carta giapponese
Notizie storico-critiche
Nell'arte dell'Asia orientale (in particolare in Cina, Giappone e Corea), il cachi non è un semplice elemento decorativo ma un simbolo spirituale e stagionale, celebrato nei dipinti e nelle stampe tradizionali per la sua forma tonda, i colori caldi e brillanti e la sua resilienza invernale.
Questo frutto è l'emblema dell'autunno inoltrato. Appare spogliato delle foglie, con i frutti arancioni ancorati ai rami spogli, talvolta sotto la neve o ancora, cibo per gli animali al sopraggiungere dei primi freddi. Nelle raffigurazioni spesso uccelli si affollano sui rami di cachi o scimmie si protendono per raccoglierli.
Inoltre porta con sé una forte valenza augurale nella tradizione asiatica:
In Cina, la parola cachi (shìzi, 柿) suona simile alla parola "affari" o "eventi" (shì, 事).
L’espressione 万事如意 (wàn shì rú yì - "Che tutto vada secondo i tuoi desideri"), nel periodo autunnale viene spesso giocosamente trasforma in 万"柿"如意 inserendo il carattere del caco come augurio di prosperità e fortuna.
Nell'arte coreana Minhwa (arte popolare), l'albero di cachi rappresenta una metafora dell’esistenza umana. Il frutto nasce verde e aspro (l'inconsapevolezza della giovinezza), per poi diventare dolce, morbido e di un rosso-arancio radioso (la saggezza nell'età adulta).
L’ hoshigaki (干し柿), l’essicazione dei cachi, trasforma i villaggi giapponesi tra ottobre e novembre. I cachi vengono infatti appesi a lunghi fili ad essiccare al vento.
Il nome deriva letteralmente dall'unione delle parole hoshi (essiccato) e gaki/kaki (cachi)
Gli hoshigaki vengono essiccati interi all'aria aperta attraverso un processo artigianale e meticoloso che dura diverse settimane. Il risultato finale è un frutto morbido, polposo e ricoperto da una sottile patina bianca, che non è muffa ma la naturale fioritura degli zuccheri che emergono in superficie.
Stampa composita in tre fogli che raffigura un giardino. Dieci figure si affaccendano intorno a un albero di kaki. A destra abbiamo una donna seduta intenta a staccare i frutti da un ramo per riporli in una cesta. Dietro di lei un'altra fanciulla ha sollevato la sua compagna per permetterle di raggiungere la chioma dell'albero. Al centro un uomo è salito sul tronco e, dopo aver staccato una fronda, la porge a una donna già china a terra. Nei pressi dell'albero compaiono anche una nobildonna accompagnata dalla sua ancella. A sinistra una figura stante e in punta di piedi sta raccogliendo a mano un frutto, mentre le sue compagne tirano con forza il ramo verso il basso grazie all'ausilio di una corda.
Iscrizioni (ISR)
ISRC:
firma
ISRL:
giapponese
ISRS:
xilografica
ISRT:
ideogrammi
ISRP:
su ogni foglio, in uno dei bordi laterali
ISRI:
Utamaru hitsu
Stemmi, emblemi, marchi (STM)
STMC:
sigillo
STMQ:
della censura
STMU:
3
STMP:
su ogni foglio
STMD:
sigillo circolare con caratteri: kiwame
STMC:
marchio
STMQ:
dell'editore
STMI:
Jakurindō
STMU:
2
STMP:
sul foglio centrale e su quello di destra, in basso
STMD:
marchio a losanga con il carattere waka inscritto della casa editrice Jakurindō di Wakasaya Yoichi.
Notizie storico-critiche
Nell'arte dell'Asia orientale (in particolare in Cina, Giappone e Corea), il cachi non è un semplice elemento decorativo ma un simbolo spirituale e stagionale, celebrato nei dipinti e nelle stampe tradizionali per la sua forma tonda, i colori caldi e brillanti e la sua resilienza invernale.
Questo frutto è l'emblema dell'autunno inoltrato. Appare spogliato delle foglie, con i frutti arancioni ancorati ai rami spogli, talvolta sotto la neve o ancora, cibo per gli animali al sopraggiungere dei primi freddi. Nelle raffigurazioni spesso uccelli si affollano sui rami di cachi o scimmie si protendono per raccoglierli.
Inoltre porta con sé una forte valenza augurale nella tradizione asiatica:
In Cina, la parola cachi (shìzi, 柿) suona simile alla parola "affari" o "eventi" (shì, 事).
L’espressione 万事如意 (wàn shì rú yì - "Che tutto vada secondo i tuoi desideri"), nel periodo autunnale viene spesso giocosamente trasforma in 万"柿"如意 inserendo il carattere del caco come augurio di prosperità e fortuna.
Nell'arte coreana Minhwa (arte popolare), l'albero di cachi rappresenta una metafora dell’esistenza umana. Il frutto nasce verde e aspro (l'inconsapevolezza della giovinezza), per poi diventare dolce, morbido e di un rosso-arancio radioso (la saggezza nell'età adulta).
L’ hoshigaki (干し柿), l’essicazione dei cachi, trasforma i villaggi giapponesi tra ottobre e novembre. I cachi vengono infatti appesi a lunghi fili ad essiccare al vento.
Il nome deriva letteralmente dall'unione delle parole hoshi (essiccato) e gaki/kaki (cachi)
Gli hoshigaki vengono essiccati interi all'aria aperta attraverso un processo artigianale e meticoloso che dura diverse settimane. Il risultato finale è un frutto morbido, polposo e ricoperto da una sottile patina bianca, che non è muffa ma la naturale fioritura degli zuccheri che emergono in superficie.
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
CH01S-1158
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Failla Donatella
BIBD:
2016
BIBN:
pp. 156-157, n. 56
BIBI:
fig. 56
Citazione completa (BIL)
Donatella Failla (a cura di), Tabemono no Bi. Bellezza gusto immagine dei cibi giapponesi, Catalogo della mostra, Genova, Sagep, 2016.
Mostre (MST)
MSTT:
Tabemono no Bi. Bellezza gusto immagine dei cibi giapponesi