mutilo (con lacune che rappresentano meno del 50% del totale)
Leggibilità (STCL):
ridotta
Acquisizione (ACQ)
Tipo acquisizione (ACQT):
deposito
Nome (ACQN):
Comune di Genova-Collezioni Numismatiche
Data acquisizione (ACQD):
1993
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Indirizzo (CDGI):
Via Garibaldi, 9
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Rossi, G.
BIBD:
2021
BIBH:
1
Citazione completa (BIL)
Monete, iconografie e valori civici in Il re denaro, Genova
Compilazione (CMP)
Data (CMPD):
2026
Nome (CMPN):
Carosio, Giovanni
Funzionario responsabile (FUR)
Funzionario responsabile (FUR):
Carosio, Giovanni
Trascrizione per informatizzazione (RVM)
Data (RVMD):
2026
Nome (RVMN):
Carosio, Giovanni
Osservazioni (OSS)
Dopo il crollo dell’impero romano e la guerra greco-gotica (535-553 d.C.) la circolazione delle monete in Europa crollò. Molti tipi scomparvero tranne il denaro in argento, voluto da Carlo Magno, che rimase l’unica valuta in Europa nell’alto Medioevo. Era la stessa usata anche dai mercanti di Genova: la Repubblica non ebbe una valuta propria fino a quando l’imperatore Corrado II non le concesse il diritto di battere moneta: il denaro genovino. Il decreto imperiale originale è conservato persso l’Archivio di Stato di Genova.
La zecca della Repubblica di Genova - situata in un edificio presso la cattedrale di San Lorenzo - operò dal 1138 al 1860 ( gli anni successivi al 1815 per conto del regno savoiardo che la aveva annessa).