Monete, ricchezza e scambi a Genova in Il re denaro, Genova
Compilazione (CMP)
Data (CMPD):
2026
Nome (CMPN):
Carosio, Giovanni
Funzionario responsabile (FUR)
Funzionario responsabile (FUR):
Carosio, Giovanni
Trascrizione per informatizzazione (RVM)
Data (RVMD):
2026
Nome (RVMN):
Carosio, Giovanni
Osservazioni (OSS)
In seguito agli accordi commerciali stabiliti da Genova prima parte del Duecento con i vari stati islamici di Spagna e Nord Africa, ma anche con varie città della Provenza e del Midi francese, la rete di affari dei Genovesi raggiunse i massimi livelli, convogliando verso la città spezie, tessuti, metalli preziosi e molto oro, proveniente in buona parte dai porti africani e siciliani. La potenza commerciale di Genova ebbe bisogno allora di monete di potere d'acquisto ancora maggiore e più stabili per i suoi scambi internazionali. Nacquero così il denaro e il grosso in oro quasi puro, detti poi rispettivamente quartarola e genovino: la prima equivalente alla quarta parte del secondo.
Un genovino equivaleva a 25 soldi. Tuttavia il soldo (=12 denari) non veniva coniato, si trattava solo di una unità di conto.