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Rakusu della Setta Ōbaku

Denominazione/dedicazione (OGTN)
rakusu (絡子)
OGT
OGTD:
abbigliamento religioso
OGTT:
pettorina
Componente (DEST)
intero
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Il rakusu (絡子) è utilizzato dai monaci del Buddhismo Zen. È simile allo igiboso usato dalla Setta della Terra Pura, ma si caratterizza per la presenza di un anello in avorio sul lato sinistro all'altezza del cuore. Questo elemento deriva dal kesa, dove l’anello viene utilizzato per fissare la veste sulla spalla. Il rakusu, indossato come una pettorina, è costituito da frammenti di stoffa cuciti insieme per rappresentare la veste del Buddha, che secondo la tradizione era realizzata con stracci raccolti. Come in questo esemplare, spesso venivano riutilizzati preziosi tessuti dismessi, donati ai tempi dalle facoltose famiglie che li sostenevano.
Identificazione (SGTI)
rakusu (絡子)
Titolo (SGTT)
Rakusu della Setta Ōbaku
Altri inventari (INV)
INVN:
TE-1417
INVD:
1898
Cronologia (DT)
DCP:
intero
DTZS:
seconda metà
DTM:
analisi stilistica
ADT:
Tardo Periodo Edo
DTZ
DTZG:
sec. XVIII
Notizie storico-critiche (NSC)
Il rakusu è una versione in miniatura del kesa 袈裟 (dal sanscrito kaṣāya lett. "ocra" o "arancione"), il tipico abito portato da tutti i monaci buddhisti che rappresenta la loro rinuncia al mondo e la scelta di povertà. Nato in India, in origine il kesa veniva realizzato con pezzi di tessuto consunti, stracci e scarti tessili, ricevuti dai monaci in elemosina. Col passare dei secoli e con la nascita di innumerevoli scuole di pensiero buddhiste in tutta l’Asia, il kesa ha subito evoluzioni e modifiche nella forma e nel modo in cui viene indossato. In Cina come in Giappone, il kesa è un indumento rettangolare che viene indossato sulla spalla sinistra. I kesa giapponesi sono solitamente realizzati in patchwork e composti da un numero diverso di pannelli cuciti assieme in strisce e toppe secondo determinate regole di assemblaggio. Esistono principalmente tre tipi di kesa composti da cinque (gojō), sette (shichij) e nove bande (kujō). I tessuti impiegati non sono più stracci e scarti ma preziosi kinran e nishiki e talvolta riciclati da sontuosi costumi da teatro o abiti della nobiltà donati ai templi. In Giappone alcune scuole buddhiste hanno poi creato una versione in miniatura del kesa a cinque bande, che si porta intorno al collo.