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Karaori con carri

Denominazione/dedicazione (OGTN)
karaori
OGT
OGTD:
costume
OGTT:
teatrale
Componente (DEST)
intero abito
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Costume del teatro Nō (karaori) per ruoli femminili decorato con motivo di carri imperiali (gosho-guruma) e alberi di ciliegio (sakura) sparsi senza rapporti di scala su uno sfondo rosso-arancio tinto con il cartamo (beni), sbiadito in alcuni punti. Il gosho-guruma era una tipologia di carrozza, originariamente trainata da buoi, utilizzata per trasportare i membri della classe nobile durante il periodo Heian (794-1185) nota all’epoca 56 con il nome gissha, letteralmente "carro da buoi". Negli ultimi anni del periodo Kamakura (1185-1333), tuttavia, cadde gradualmente in disuso, e assunse l'appellativo gosho-guruma ("carrozza imperiale") poiché il suo utilizzo era limitato al trasporto di membri della famiglia imperiale che viveva nel Palazzo Imperiale (gosho) in occasioni speciali. Queste carrozze sono un soggetto ricorrente sia in pittura che nella decorazione di lacche e tessuti, che si ispirano ai classici della letteratura giapponese, primo tra tutti il Genji Monogatari (La storia di Genji), XI secolo, considerato la prima forma romanzo della letteratura mondiale. Nel romanzo è narrato il celebre episodio “La battaglia delle carrozze” (capitolo IX, Aoi “Foglie di zenzero selvatico”). Qui Lady Rokujō, amante abbandonata da Genji, guarda di nascosto dalla carrozza il suo amato mentre egli partecipa alla processione della festa di Kamo. Tuttavia, i servi della moglie Genji, Lady Aoi, spingono da parte la carrozza di Lady Rokujō in modo da permetterle di vedere meglio il marito. Il risentimento di Rokujō per l’accaduto la trasforma in uno spirito vendicativo che si impossessa di Aoi, uccidendola dopo aver dato alla luce il figlio di Genji, Yūgiri. La "Battaglia dei carri" ha ispirato il celeberrimo dramma del teatro Nō “Aoi no Ue”, ideato da Zeami (ca. 1364-1443). In una scena Lady Rokujō afferma che la sua vita è instabile, come la ruota di un carro rotto, e che la ruota del suo karma gira e gira angosciata dai peccati di una vita precedente. Il motivo con carrozze imperiali e ciliegi in fiore richiama fortemente anche il dramma Nō "Yuya". La storia è incentrata su Yuya, concubina del potente signore Taira Nō Munemori del clan Heike, nella capitale. La ragazza vorrebbe tornare dalla sua famiglia perché sua madre è gravemente malata. Tuttavia, Munemori non asseconda la volontà fanciulla perché vorrebbe ammirare i ciliegi in fiore in sua compagnia. Yuya è quindi costretta ad accompagnare Munemori al tempio Kiyomizu-dera. Celebre è la scena in cui Yuya canta descrivendo lo scenario che vede dalla carrozza trainata da buoi, mentre è in viaggio verso il tempio per ammirare i ciliegi. Una volta giunta al Kiyomizu-dera, Yuya continua ad essere in pensiero per la madre, anche mentre guarda le persone che si godono la piena bellezza primaverile. Quando balla con riluttanza durante una festa, una pioggia improvvisa fa cadere i petali di ciliegio. Yuya, che osserva la caduta dei fiori, recita una poesia che esprime i suoi sentimenti d'amore per la madre. L'affetto di Yuya espresso nella poesia scioglie il cuore ostinato di Muemori, che finalmente permette alla fanciulla di tornare a casa. La più grande attrazione di questo dramma è il contrasto tra la luminosa atmosfera primaverile di Kyoto e lo scenario cupo nella mente di Yuya.
Identificazione (SGTI)
karaori
Titolo (SGTT)
Karaori con carri
Altri inventari (INV)
INVN:
TE-6
INVD:
1898
Cronologia (DT)
DCP:
intero abito
DTZS:
prima metà
DTM:
analisi stilistica
ADT:
tardo Periodo Edo
DTZ
DTZG:
sec. XIX
Notizie storico-critiche (NSC)
I costumi del Nō testimoniano l’apice dello sviluppo delle arti tessili nipponiche nei periodi Momoyama (1568-1603) e Edo (1603-1868). Fin dal primo periodo Edo, i costumi per ruoli particolari venivano realizzati appositamente a Nishijin. I costumi del Nō, chiamati nel loro complesso noushouzoku (能装束) comprendono molteplici tipologie di modelli e forme, caratterizzati da tagli, sagome e modi di indossare che enfatizzano la linearità, attraverso tagli e linee rette, il volume, attraverso stratificazioni di vesti che donano all’attore una dimensione scultorea. In particolare, il karaori è il costume indossato dal personaggio principale (shite) che interpreta ruoli femminili nel teatro No. Il rosso è utilizzato nei costumi per i ruoli di giovani donne, mentre non è impiegato per i ruoli di donne di mezza età e anziane. Le vesti karaori, spesso presentano tre livelli di tessitura: un fondo diagonale, un motivo geometrico di sfondo creato con trame supplementari di oro o argento e un motivo superiore realizzato da lunghe slegature di seta lucida che sembrano quasi ricami. Il tessuto di fondo è talvolta diviso in blocchi di colori alternati grazie a tecniche di tintura a riserva dell’ordito (kasuri). Il temine “Karaori” (唐織, "tessitura cinese") in origine si riferiva ai tessuti cinesi introdotti in Giappone durante il periodo Muromachi e ai tessuti prodotti localmente per imitarli. È un tipo di nishiki, ma col tempo finì per indicare sfarzosi costumi No con disegni intessuti a rilievo in fili d'oro e di seta in svariati colori, realizzati su modelli di tessuti cinesi decorati con motivi, soprattutto di fiori ed erbe stagionali, ed effetto di tridimensionalità tramite la combinazione dei colori.