Kosode bianco con fiori
- Denominazione/dedicazione (OGTN)
- kosode
- OGT
- OGTD:
- abito femminile
- OGTT:
- Kimono
- Componente (DEST)
- intero abito
- Indicazioni sull'oggetto (DESO)
- L’abito è realizzato in raso damascato, noto in Giappone come rinzu, tipicamente decorato con piccoli fiori, come orchidee e crisantemi e motivi a graticcio (sayagata). La decorazione del kosode comprende iris, foglie d'acero, fiori di susino, peonie, che rimandano alle stagioni. Il disegno è eseguito in ricamo a punto raso con seta filata in varie tonalità di rosa, magenta e verde. Alcuni fiori sono realizzati con preziosi filati metallici in argento utilizzando la tecnica di ricamo komadori-nui, altri sono disegnati ad inchiostro a mano libera, mentre alcune foglie sono state disegnate con stencil color rosso-marrone che imitano la tintura a nodi (kata-kanoko shibori). Come molti kosode realizzati verso la fine del periodo Edo, questo esemplare presenta una fodera rosso scarlatto.
- Identificazione (SGTI)
- kosode
- Altri inventari (INV)
- INVN:
- TE-3
- INVD:
- 1898
- Cronologia (DT)
- DCP:
- intero abito
- DTZS:
- prima metà
- DTM:
- analisi stilistica
- DTZ
- DTZG:
- sec. XIX
- Notizie storico-critiche (NSC)
- Questo genere di kosode veniva indossato da nobili donne di famiglia di samurai nel periodo Edo (1603-1868). L’abito è realizzato in raso damascato bianco, noto in Giappone come rinzu. Questo tessuto fu introdotto in Giappone dalla Cina tra il XVI e il XVII secolo. Sostituì gradualmente le sete più rigide utilizzate in precedenza e divenne un tessuto molto impiegato nella fattura di kosode tra XVII e XIX secolo. Il motivo a graticcio e svastiche intrecciate (sayagata) molto usato nel rinzu ha avuto origine in Cina e fu importato in Giappone a partire dalla fine del XVI secolo, diventando estremamente comune negli abiti giapponesi della classe samurai durante il periodo Edo. La fodera tinta con il beni, pregiato colorante ricavato dei petali di cartamo, incarnava appieno l'estetica dell’iki (粋), un’eleganza nascosta, accennata ma non ostentata e allo stesso tempo seducente. Verso la fine del periodo Edo il termine iki veniva impiegato per indicare a una suggestiva sobrietà, in cui la bellezza attraente emergeva entro i limiti della tradizione. Nell’ambito della moda, il senso di iki era dato dal contrasto tra tinte neutre, come grigi, marroni e blu, cioè colori che non avevano particolari restrizioni per le leggi suntuarie, con il rosso del beni con cui erano tinte le fodere degli abiti e la biancheria che si poteva intravedere dalle maniche e dal colletto del kosode.
- Tipo scheda (TSK)
- OAT
- Livello ricerca (LIR)
- P precatalogazione
- Codice univoco (NCT)
- Codice Regione (NCTR):
- 07
- Ente schedatore (ESC)
- C010025
- Ente competente per tutela (ECP)
- S236
- Denominazione/dedicazione (OGTN)
- kosode
- OGT
- OGTD:
- abito femminile
- OGTT:
- Kimono
- Quantità (QNT)
- Numero (QNTN):
- 1
- Identificazione (SGTI)
- kosode
- Localizzazione (PVC)
- Stato (PVCS):
- Italia
- Regione (PVCR):
- Liguria
- Provincia (PVCP):
- GE
- Comune (PVCC):
- Genova
- Collocazione specifica (LDC)
- LDCT:
- museo
- LDCQ:
- civico
- Denominazione (LDCN):
- Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone
- Denominazione spazio viabilistico (LDCU):
- Piazzale Giuseppe Mazzini, 4
- Denominazione raccolta (LDCM):
- Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone
- Altri inventari (INV)
- INVN:
- TE-3
- INVD:
- 1898
- Cronologia (DT)
- DCP:
- intero abito
- DTZS:
- prima metà
- DTM:
- analisi stilistica
- DTZ
- DTZG:
- sec. XIX
- ATB
- ATBD:
- manifattura giapponese
- Dati tecnici (MT)
- TCP:
- intero abito
- MTC:
- raso di seta bianca damascato (rinzu) di 1/4 di trama su fondo ordito 4/1 con motivo sayagata decorato con tintura a stencil kata-kanoko, disegni a inchiostro realizzati a mano libera e ricami in seta e fili rivestiti d'argento.
- MTT:
- seta
- TEC:
- tintura a stencil, ricamo, pittura a inchiostro
- MISU:
- cm
- MISA:
- 170
- MISL:
- 120
- TCP:
- fodera
- MTC:
- base tela in seta rossa tinta con cartamo (beni)
- MISU:
- cm
- MISA:
- 170
- MISL:
- 120
- Stato coloritura (COL)
- tessuto ingiallito
- Componente (DEST)
- intero abito
- Indicazioni sull'oggetto (DESO)
- L’abito è realizzato in raso damascato, noto in Giappone come rinzu, tipicamente decorato con piccoli fiori, come orchidee e crisantemi e motivi a graticcio (sayagata). La decorazione del kosode comprende iris, foglie d'acero, fiori di susino, peonie, che rimandano alle stagioni. Il disegno è eseguito in ricamo a punto raso con seta filata in varie tonalità di rosa, magenta e verde. Alcuni fiori sono realizzati con preziosi filati metallici in argento utilizzando la tecnica di ricamo komadori-nui, altri sono disegnati ad inchiostro a mano libera, mentre alcune foglie sono state disegnate con stencil color rosso-marrone che imitano la tintura a nodi (kata-kanoko shibori). Come molti kosode realizzati verso la fine del periodo Edo, questo esemplare presenta una fodera rosso scarlatto.
- Notizie storico-critiche (NSC)
- Questo genere di kosode veniva indossato da nobili donne di famiglia di samurai nel periodo Edo (1603-1868). L’abito è realizzato in raso damascato bianco, noto in Giappone come rinzu. Questo tessuto fu introdotto in Giappone dalla Cina tra il XVI e il XVII secolo. Sostituì gradualmente le sete più rigide utilizzate in precedenza e divenne un tessuto molto impiegato nella fattura di kosode tra XVII e XIX secolo. Il motivo a graticcio e svastiche intrecciate (sayagata) molto usato nel rinzu ha avuto origine in Cina e fu importato in Giappone a partire dalla fine del XVI secolo, diventando estremamente comune negli abiti giapponesi della classe samurai durante il periodo Edo. La fodera tinta con il beni, pregiato colorante ricavato dei petali di cartamo, incarnava appieno l'estetica dell’iki (粋), un’eleganza nascosta, accennata ma non ostentata e allo stesso tempo seducente. Verso la fine del periodo Edo il termine iki veniva impiegato per indicare a una suggestiva sobrietà, in cui la bellezza attraente emergeva entro i limiti della tradizione. Nell’ambito della moda, il senso di iki era dato dal contrasto tra tinte neutre, come grigi, marroni e blu, cioè colori che non avevano particolari restrizioni per le leggi suntuarie, con il rosso del beni con cui erano tinte le fodere degli abiti e la biancheria che si poteva intravedere dalle maniche e dal colletto del kosode.
- Documentazione (FTA)
- FTAX:
- documentazione allegata
- FTAP:
- fotografia digitale
- FTAF:
- jpg
- Citazione completa (BIL)
- da tesi di specializzazione di Francesca Maria Salemi "Il rovescio broccato. Manufatti tessili del Museo d'Arte Orientale E. Chiossone di Genova", pag. 48-49
- Specifiche di accesso ai dati (ADS)
- Profilo di accesso (ADSP):
- 1
- Motivazione (ADSM):
- scheda contenente dati liberamente accessibili
- Funzionario responsabile (FUR)
- Canepari, Aurora
- Aggiornamento e revisione (AGG)
- AGGD:
- 2026
- AGGN:
- Bettin, Irene
Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone
disegni a inchiostro realizzati a mano libera e ricami in seta e fili rivestiti d'argento.
pittura a inchiostro
ricamo
raso di seta bianca damascato (rinzu) di 1/4 di trama su fondo ordito 4/1 con motivo sayagata decorato con tintura a stencil kata-kanoko
seta
tintura a stencil
Opere d'arte tessile