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Hitoe con motivo gosho-doki

Denominazione/dedicazione (OGTN)
kosode
OGT
OGTD:
abito femminile
OGTT:
Kimono
Componente (DEST)
intero abito
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Lo hitoe del Museo Chiossone, realizzato in garza ro di seta azzurra, è decorato con motivi ad onde con piante e fiori delle quattro stagioni, come fiori di ciliegio e susino, crisantemi, pini, cipressi, bambù realizzati con sottili linee bianche. I disegni in bianco sono realizzati utilizzando una tecnica di tintura a riserva chiamata yūzen, nella variante shiro-age (白上げ): le sezioni da lasciare bianche sono disegnate a mano libera con una pasta di amido impermeabile prima di tingere l'intero tessuto di azzurro, in modo da non far penetrare il colorante nelle zone riservate, lasciandole bianche. Il risultato della tecnica sono dunque fini disegni bianchi su sfondo monocromo, spezzo azzurro, verde o viola. I petali e le foglie di alcune piante sono evidenziati con preziosi filati in oro utilizzando la tecnica di ricamo komadori-nui, altri sono ricamati a punta piatta con fili di seta colorata, mentre alcuni torchi d’albero sono disegnati ad inchiostro nero a mano libera. Le campiture piatte date dalla tecnica di tintura prendono quindi tridimensionalità grazie al ricamo che crea un ricco contrasto di texture sulla superficie del tessuto. L’effetto finale del pattern, caratterizzato da forte stilizzazione, asimmetrie e movimento, è molto grafico e decorativo. Sia sul retro che sul davanti è rappresentata una barchetta che trasporta un ventaglio di cipresso e un copricapo kanmuri, elementi che richiamano la vita di corte del periodo Heian.
Identificazione (SGTI)
hitoe
Titolo (SGTT)
Hitoe con motivo gosho-doki
Altri inventari (INV)
INVN:
senza inventario
Cronologia (DT)
DCP:
intero abito
DTZS:
prima metà
DTM:
analisi stilistica
DTZ
DTZG:
fine XVIII
Notizie storico-critiche (NSC)
Il motivo decorativo che ritrae degli oggetti piuttosto che raffigurare direttamente dei personaggi o delle figure umane è noto come "motivo assente", (rusu-moyō, 留守模様) ed era molto diffuso in tutti i campi della produzione artistica giapponese tra il XVI e il XIX secolo, dai dipinti, agli oggetti in lacca fino, appunto, alle decorazioni tessili. Verso la metà del periodo Edo, i motivi rusu-moyō vennero gradualmente incorporati nei paesaggi. Nel tardo periodo Edo, per l'abbigliamento delle donne samurai di alto rango venne sviluppato il “motivo corte imperiale” (gosho-doki moyō, 御所解), caratterizzato da una combinazione di paesaggi stagionali e motivi assenti tratti dai classici letterari, esattamente come sull'esemplare del museo Chiossone . Questa tipologia di decorazione che associa tintura shiro-age e ricamo per realizzare piccoli motivi stilizzati paesaggi gosho-doki che ricoprivano l'intero kosode era molto di moda dalla seconda metà del XVIII secolo alla prima metà del XIX secolo, come testimoniano molti hinagatabon, i libri a stampa xilografica che raccoglievano pattern e motivi decorativi per i kosode. La tecnica veniva usata spesso su crespo di seta, garza o tessuti in fibre asa su diversi tipi di kosode femminili, come katabira, hitoe, abiti invernali e soprabiti (uchikake). Abiti così decorati venivano indossati quotidianamente dalle donne dell'alta società sia per doveri pubblici che in privato, all'interno del Castello di Edo o nelle residenze dei samurai.