La tavola mostra il progetto realizzato nel febbraio 1960 dallo studio milanese dell’architetto Franco Albini per una lampada a braccio da impiegare nelle sale del nuovo museo di Palazzo Rosso.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Braccio per lampada
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Braccio per lampada
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
117/225
Cronologia (DT)
DTZS:
seconda metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
20/02/1960
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola mostra il progetto realizzato nel febbraio 1960 dallo studio milanese dell’architetto Franco Albini per una lampada a braccio da impiegare nelle sale del nuovo museo di Palazzo Rosso. Il design dell’elemento è ben visibile nella parte inferiore del disegno: un tondino metallico ripiegato a L è agganciato ad un binario che corre lungo le pareti e dal quale passano anche i cavi per la distribuzione della corrente. Un altro elemento presenta invece un braccio metallico verticale sostenuto tramite il medesimo sistema di aggancio.
Il punto di illuminazione è poi sospeso al termine del braccio in entrambe le versioni. Albini disegna una testa conica orientata verso il basso, formata da tre elementi a fascia ricavati dal sezionamento di una piramide a tronco conico. Queste lampade possono essere rivolte verso l’alto, come avviene per esempio al secondo piano nobile di Palazzo Rosso, dove illuminano con un fascio di luce nitido e diffuso le decorazioni delle volte, oppure verso il basso, per fare luce nelle sale e sui singoli dipinti. Il binario metallico al quale le lampade a braccio si agganciano è il medesimo utilizzato per sorreggere anche i quadri, appesi attraverso il sistema di tondini già sperimentato a Palazzo Bianco. Tale scelta ben si adegua ai principi di massima efficienza e funzionalismo adottati complessivamente durante il restauro del museo.
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi, 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
seconda metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
20/02/1960
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
30
MISL:
42
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola mostra il progetto realizzato nel febbraio 1960 dallo studio milanese dell’architetto Franco Albini per una lampada a braccio da impiegare nelle sale del nuovo museo di Palazzo Rosso.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola mostra il progetto realizzato nel febbraio 1960 dallo studio milanese dell’architetto Franco Albini per una lampada a braccio da impiegare nelle sale del nuovo museo di Palazzo Rosso. Il design dell’elemento è ben visibile nella parte inferiore del disegno: un tondino metallico ripiegato a L è agganciato ad un binario che corre lungo le pareti e dal quale passano anche i cavi per la distribuzione della corrente. Un altro elemento presenta invece un braccio metallico verticale sostenuto tramite il medesimo sistema di aggancio.
Il punto di illuminazione è poi sospeso al termine del braccio in entrambe le versioni. Albini disegna una testa conica orientata verso il basso, formata da tre elementi a fascia ricavati dal sezionamento di una piramide a tronco conico. Queste lampade possono essere rivolte verso l’alto, come avviene per esempio al secondo piano nobile di Palazzo Rosso, dove illuminano con un fascio di luce nitido e diffuso le decorazioni delle volte, oppure verso il basso, per fare luce nelle sale e sui singoli dipinti. Il binario metallico al quale le lampade a braccio si agganciano è il medesimo utilizzato per sorreggere anche i quadri, appesi attraverso il sistema di tondini già sperimentato a Palazzo Bianco. Tale scelta ben si adegua ai principi di massima efficienza e funzionalismo adottati complessivamente durante il restauro del museo.