La tavola ha un ampio sviluppo orizzontale che inizia con la pianta della sala numero 6 del percorso di visita al primo piano nobile di Palazzo Rosso e prosegue con la sezione di ciascuna delle quattro pareti che compongono l’ambiente.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile sala numero 6 pianta e sezioni
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile sala numero 6 pianta e sezioni
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
117/101
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
26/07/1957
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca con collage di elementi in carta iscritti con matita e inchiostro
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola ha un ampio sviluppo orizzontale che inizia con la pianta della sala numero 6 del percorso di visita al primo piano nobile di Palazzo Rosso e prosegue con la sezione di ciascuna delle quattro pareti che compongono l’ambiente. Nella pianta e nelle sezioni l’architetto Franco Albini, insieme alla direttrice dell’Ufficio Belle Arti Caterina Marcenaro, indica la collocazione prevista per i diversi dipinti. L’opera rappresenta un efficace esempio del metodo di procedere nella progettazione degli spazi del museo: in questo caso viene descritta una delle sale della quadreria del primo piano nobile, dove sono collocate alcune importanti opere delle raccolte di pittura, come il Cristo alla colonna di Luca Cambiaso o la Fuga in Egitto di Domenico Fiasella. L’ambiente raccoglie dipinti di vario formato di autori di scuola genovese, sospesi alla parete secondo una centratura equivalente calcolata a 150 centimetri dal pavimento. Tutti i dipinti sono rappresentati in scala attraverso un piccolo foglio ritagliato e incollato alla tavola, che insieme agli altri compongono una sorta di collage assemblabile di volta in volta in maniera differente a seconda delle esigenze di ordinamento. In ciascuna delle sezioni delle pareti è poi visibile nel dettaglio apicale dell’imposta delle lunette della volta anche l’allaccio dei faretti di illuminazione.
Tipo scheda (TSK)
D
Livello ricerca (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
Comune di Genova
Ente competente (ECP)
S236
Altre relazioni (ROZ)
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
OGTT:
tecnico
Identificazione (OGTV):
serie
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile sala numero 6 pianta e sezioni
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile sala numero 6 pianta e sezioni
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi, 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
26/07/1957
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca con collage di elementi in carta iscritti con matita e inchiostro
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
45
MISL:
175
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola ha un ampio sviluppo orizzontale che inizia con la pianta della sala numero 6 del percorso di visita al primo piano nobile di Palazzo Rosso e prosegue con la sezione di ciascuna delle quattro pareti che compongono l’ambiente.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola ha un ampio sviluppo orizzontale che inizia con la pianta della sala numero 6 del percorso di visita al primo piano nobile di Palazzo Rosso e prosegue con la sezione di ciascuna delle quattro pareti che compongono l’ambiente. Nella pianta e nelle sezioni l’architetto Franco Albini, insieme alla direttrice dell’Ufficio Belle Arti Caterina Marcenaro, indica la collocazione prevista per i diversi dipinti. L’opera rappresenta un efficace esempio del metodo di procedere nella progettazione degli spazi del museo: in questo caso viene descritta una delle sale della quadreria del primo piano nobile, dove sono collocate alcune importanti opere delle raccolte di pittura, come il Cristo alla colonna di Luca Cambiaso o la Fuga in Egitto di Domenico Fiasella. L’ambiente raccoglie dipinti di vario formato di autori di scuola genovese, sospesi alla parete secondo una centratura equivalente calcolata a 150 centimetri dal pavimento. Tutti i dipinti sono rappresentati in scala attraverso un piccolo foglio ritagliato e incollato alla tavola, che insieme agli altri compongono una sorta di collage assemblabile di volta in volta in maniera differente a seconda delle esigenze di ordinamento. In ciascuna delle sezioni delle pareti è poi visibile nel dettaglio apicale dell’imposta delle lunette della volta anche l’allaccio dei faretti di illuminazione.