La tavola rappresenta la pianta, il rovescio e la sezione della struttura progettata da Franco Albini per sostenere la colossale specchiera in legno scolpito e dorato, nota come Specchiera Brignole, tradizionalmente attribuita all’artista genovese Filippo Parodi (1630-1702).
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Sostegno per la specchiera del Parodi
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Sostegno per la specchiera del Parodi
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
117/157
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
10/06/1958
MTC
MTC:
Cianografia su carta da disegno sensibilizzata
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta la pianta, il rovescio e la sezione della struttura progettata da Franco Albini per sostenere la colossale specchiera in legno scolpito e dorato, nota come Specchiera Brignole, tradizionalmente attribuita all’artista genovese Filippo Parodi (1630-1702). L’opera, frutto di un assemblaggio di svariati pezzi tra loro in origine non coerenti, campeggiava al centro del Salone d’Onore che si apre al secondo piano nobile di Palazzo Rosso ed era sostenuta da un sistema di barre metalliche a L costruito sartorialmente per le componenti della specchiera. Una base di 150 centimetri sorreggeva un telaio dalla forma trapezoidale allungato verticalmente affinché reggesse il manufatto in tutta la sua altezza e ne garantisse la piena stabilita, anche in considerazione della sua collocazione centrale e non addossata ad un muro, come accade invece per le altre specchiere distribuite nelle restanti sale del piano. L’architetto aveva altresì previsto una foderatura in panno verde per coprire la struttura portante della specchiera, così da omogeneizzarla con gli altri tessuti impiegati sulle pareti e sul pavimento. Di questo dettaglio la tavola riporta con precisione l’indicazione “velluto verde” nel progetto del rovescio. La specchiera viene qui neutralizzata attraverso il semplice perimetro della sua forma, mentre nella pianta è possibile riconoscere la base sagomata con modanature sul fronte, ritagliata seguendo l’andamento convesso dell’opera.
Tipo scheda (TSK)
D
Livello ricerca (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
Comune di Genova
Ente competente (ECP)
S236
Altre relazioni (ROZ)
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
OGTT:
tecnico
Identificazione (OGTV):
serie
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Sostegno per la specchiera del Parodi
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Sostegno per la specchiera del Parodi
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi, 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
10/06/1958
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Cianografia su carta da disegno sensibilizzata
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
30
MISL:
42
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola rappresenta la pianta, il rovescio e la sezione della struttura progettata da Franco Albini per sostenere la colossale specchiera in legno scolpito e dorato, nota come Specchiera Brignole, tradizionalmente attribuita all’artista genovese Filippo Parodi (1630-1702).
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta la pianta, il rovescio e la sezione della struttura progettata da Franco Albini per sostenere la colossale specchiera in legno scolpito e dorato, nota come Specchiera Brignole, tradizionalmente attribuita all’artista genovese Filippo Parodi (1630-1702). L’opera, frutto di un assemblaggio di svariati pezzi tra loro in origine non coerenti, campeggiava al centro del Salone d’Onore che si apre al secondo piano nobile di Palazzo Rosso ed era sostenuta da un sistema di barre metalliche a L costruito sartorialmente per le componenti della specchiera. Una base di 150 centimetri sorreggeva un telaio dalla forma trapezoidale allungato verticalmente affinché reggesse il manufatto in tutta la sua altezza e ne garantisse la piena stabilita, anche in considerazione della sua collocazione centrale e non addossata ad un muro, come accade invece per le altre specchiere distribuite nelle restanti sale del piano. L’architetto aveva altresì previsto una foderatura in panno verde per coprire la struttura portante della specchiera, così da omogeneizzarla con gli altri tessuti impiegati sulle pareti e sul pavimento. Di questo dettaglio la tavola riporta con precisione l’indicazione “velluto verde” nel progetto del rovescio. La specchiera viene qui neutralizzata attraverso il semplice perimetro della sua forma, mentre nella pianta è possibile riconoscere la base sagomata con modanature sul fronte, ritagliata seguendo l’andamento convesso dell’opera.