Link alla homepage logo musei di genova header

Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile

Musei di Strada Nuova
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
OGTT:
tecnico
Identificazione (OGTV):
serie
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola rappresenta la pianta del primo piano nobile di Palazzo Rosso sulla quale l’architetto Franco Albini interviene a più riprese tra l’aprile 1953 e il febbraio 1954 segnalando a mano libera strutture, dimensioni dei vani e ipotesi di collocazione di scale e pareti.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Primo piano nobile
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
117/33
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
09/04/1953
DTSF:
agg. 02/02/1954
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca con notazioni a penna e matita colorata
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta la pianta del primo piano nobile di Palazzo Rosso in scala 1:100 sulla quale l’architetto Franco Albini interviene a più riprese tra l’aprile 1953 e il febbraio 1954 segnalando a mano libera strutture, dimensioni dei vani e ipotesi di collocazione di scale e pareti. Il disegno risulta di particolare interesse poiché consente di visualizzare la complessità dell’intervento di ristrutturazione integrale dell’antico palazzo condotto da Albini in quegli anni. Nella fattispecie nella sezione di destra della tavola, dove sono dettagliati in pianta i vani delle antiche dipendenze del palazzo, è possibile osservare una prima ipotesi di collocazione della monumentale scala elicoidale dal perimetro ottagono, che trova proprio nelle dipendenze uno dei suoi sbarchi. L’originale edificio tardo-barocco era stato modificato a più riprese durante i secoli passati e molto si era discusso circa cosa mantenere e cosa invece rimuovere delle aggiunte architettoniche che ne avevano stravolto l’aspetto seicentesco. Al dibattito stilistico e conservativo che gli imponenti lavori di riqualificazione avevano acceso, si aggiungevano inoltre le richieste di adeguamento impiantistico e di rifunzionalizzazione delle sale della struttura, in modo da renderla idonea a ospitare le raccolte artistiche nell’ordinamento di nuova concezione, nonché in linea con le esigenze di modernità avanzate dal gusto degli anni Cinquanta. In questo clima di dibattito e fervente progettazione Albini non esita, supportato dalla direttrice dell’Ufficio Belle Arti del Comune di Genova Caterina Marcenaro, a imprimere un forte carattere contemporaneo ai suoi disegni, di cui questa tavola è un ottimo esempio. Infatti, all’organizzazione delle sale barocche, lasciate intatte nella loro successione e predisposte per divenire la quadreria del museo, egli aggiunge in maniera controllata innovazioni architettoniche di forte impatto scenografico, tra le quali, oltre alla scala poligonale, anche loggia colonnata chiusa da pareti di cristallo visibile in pianta al centro del perimetro meridionale.

Disegni