La tavola rappresenta il progetto in scala 1:1 della celebre seduta Tripolina realizzata dall’architetto Franco Albini nel 1946. La seduta viene utilizzata come principale elemento di arredo mobile nelle sale del museo di Palazzo Bianco, rinnovato tra il 1949 e il 1951.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Titolo (SGTT)
Tripolina, struttura in legno. Scala 1:1
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Tripolina, struttura in legno. Scala 1:1
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
0/13
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
28/12/1946
MTC
MTC:
matita e penna su carta bianca
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta uno degli elementi più importanti del fondo di disegni e tavole progettuali realizzati da Franco Albini e attualmente conservati negli archivi dei Musei di Strada Nuova. Si tratta del progetto in scala 1:1 della celebre seduta Tripolina realizzata dall’architetto nel 1946 e utilizzata come principale elemento di arredo mobile nelle sale del museo di Palazzo Bianco, rinnovato dallo stesso Albini sotto la committenza della direttrice Caterina Marcenaro tra il 1949 e il 1951. Accanto al numero di protocollo riportato nel cartiglio della tavola è anche indicata la data del 28 dicembre 1946, il che ricorda che l’ideazione di questo arredo risale agli anni precedenti il coinvolgimento di Albini nei cantieri museali genovesi e si inserisce invece nelle sperimentazioni progettuali risalenti ai primi anni del secondo dopoguerra. Questo arredo costituisce un riferimento al mondo e alle tendenze del design moderno a cui l’architetto ricorre per valorizzare diversi tra i suoi progetti. La seduta si adatta ai principi di funzionalismo e versatilità richiesti dal gusto del periodo, che prediligono strutture semplici dalle forme eleganti e adatte a spazi ordinati con rigore e semplicità. La seduta Tripolina viene così definita in quanto ispirata alle sedute pieghevoli utilizzate per allestire le basi nelle aree desertiche della Libia. La seduta si compone di elementi lignei per i telai, congiunti tra loro attraverso ganci e placche in metallo, e ricoperti con una foderatura in cuoio realizzata con più toppe cucite tra di loro. La facilità con cui la seduta poteva essere piegata e spostata in autonomia dal pubblico tra le sale del museo rappresenta un omaggio ai valori di democraticità e libera fruibilità delle raccolte che hanno ispirato il progetto di riordino del palazzo nei primi anni Cinquanta. Ancora oggi le originali Tripoline sono visibili all’interno delle sale di Palazzo Bianco.
Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova
Ubicazione originaria (UBO)
OR [originaria]
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
0/13
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
28/12/1946
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
MTC
MTC:
matita e penna su carta bianca
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
85
MISL:
157
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola rappresenta il progetto in scala 1:1 della celebre seduta Tripolina realizzata dall’architetto Franco Albini nel 1946. La seduta viene utilizzata come principale elemento di arredo mobile nelle sale del museo di Palazzo Bianco, rinnovato tra il 1949 e il 1951.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta uno degli elementi più importanti del fondo di disegni e tavole progettuali realizzati da Franco Albini e attualmente conservati negli archivi dei Musei di Strada Nuova. Si tratta del progetto in scala 1:1 della celebre seduta Tripolina realizzata dall’architetto nel 1946 e utilizzata come principale elemento di arredo mobile nelle sale del museo di Palazzo Bianco, rinnovato dallo stesso Albini sotto la committenza della direttrice Caterina Marcenaro tra il 1949 e il 1951. Accanto al numero di protocollo riportato nel cartiglio della tavola è anche indicata la data del 28 dicembre 1946, il che ricorda che l’ideazione di questo arredo risale agli anni precedenti il coinvolgimento di Albini nei cantieri museali genovesi e si inserisce invece nelle sperimentazioni progettuali risalenti ai primi anni del secondo dopoguerra. Questo arredo costituisce un riferimento al mondo e alle tendenze del design moderno a cui l’architetto ricorre per valorizzare diversi tra i suoi progetti. La seduta si adatta ai principi di funzionalismo e versatilità richiesti dal gusto del periodo, che prediligono strutture semplici dalle forme eleganti e adatte a spazi ordinati con rigore e semplicità. La seduta Tripolina viene così definita in quanto ispirata alle sedute pieghevoli utilizzate per allestire le basi nelle aree desertiche della Libia. La seduta si compone di elementi lignei per i telai, congiunti tra loro attraverso ganci e placche in metallo, e ricoperti con una foderatura in cuoio realizzata con più toppe cucite tra di loro. La facilità con cui la seduta poteva essere piegata e spostata in autonomia dal pubblico tra le sale del museo rappresenta un omaggio ai valori di democraticità e libera fruibilità delle raccolte che hanno ispirato il progetto di riordino del palazzo nei primi anni Cinquanta. Ancora oggi le originali Tripoline sono visibili all’interno delle sale di Palazzo Bianco.