La tavola rappresenta il disegno provvisorio per l’organizzazione dei dipinti all’interno delle sale del museo di Palazzo Rosso, con precisa indicazione dei meccanismi a cerniera progettati per la loro sospensione.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Disposizione dei quadri a cerniera
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Disposizione dei quadri a cerniera
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
117/4
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
01/12/1959
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta il disegno provvisorio per l’organizzazione dei dipinti all’interno delle sale del museo di Palazzo Rosso, con precisa indicazione dei meccanismi a cerniera progettati per la loro sospensione. Questa soluzione, che prevede il punto di aggancio delle opere a 150cm dal pavimento, costituisce un espediente già adottato da Franco Albini nel cantiere di Palazzo Bianco inaugurato nel 1951. Grazie ad una staffa metallica unita alla parete con un sistema a cerniera e ad una maniglia posta al termine del braccio, è possibile muovere in autonomia il supporto, così da osservare entrambi i versanti dell’opera qualora anche il retro presentasse delle decorazioni. Nel caso di Palazzo Rosso la scelta dei supporti a cerniera si presenta come una citazione architettonica coerente con quanto già sperimentato nel prospiciente Palazzo Bianco, scelta che dona continuità e omogeneità ai nuovi ordinamenti dei musei civici commissionati in quegli anni dall’Ufficio Belle Arti del Comune di Genova alla cui direzione sedeva Caterina Marcenaro.
Tipo scheda (TSK)
D
Livello ricerca (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
Comune di Genova
Ente competente (ECP)
S236
Altre relazioni (ROZ)
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
OGTT:
tecnico
Identificazione (OGTV):
serie
Titolo (SGTT)
Palazzo Rosso – Genova. Disposizione dei quadri a cerniera
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Rosso – Genova. Disposizione dei quadri a cerniera
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi, 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
01/12/1959
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
43
MISL:
150
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola rappresenta il disegno provvisorio per l’organizzazione dei dipinti all’interno delle sale del museo di Palazzo Rosso, con precisa indicazione dei meccanismi a cerniera progettati per la loro sospensione.
DES
DESS:
Componenti ordinamento museale
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola rappresenta il disegno provvisorio per l’organizzazione dei dipinti all’interno delle sale del museo di Palazzo Rosso, con precisa indicazione dei meccanismi a cerniera progettati per la loro sospensione. Questa soluzione, che prevede il punto di aggancio delle opere a 150cm dal pavimento, costituisce un espediente già adottato da Franco Albini nel cantiere di Palazzo Bianco inaugurato nel 1951. Grazie ad una staffa metallica unita alla parete con un sistema a cerniera e ad una maniglia posta al termine del braccio, è possibile muovere in autonomia il supporto, così da osservare entrambi i versanti dell’opera qualora anche il retro presentasse delle decorazioni. Nel caso di Palazzo Rosso la scelta dei supporti a cerniera si presenta come una citazione architettonica coerente con quanto già sperimentato nel prospiciente Palazzo Bianco, scelta che dona continuità e omogeneità ai nuovi ordinamenti dei musei civici commissionati in quegli anni dall’Ufficio Belle Arti del Comune di Genova alla cui direzione sedeva Caterina Marcenaro.