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Dispositivo di sostegno per una scultura di Nicola Pisano

Musei di Strada Nuova
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
OGTT:
tecnico
Identificazione (OGTV):
serie
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Il disegno rappresenta il più antico progetto di Franco Albini per il supporto mobile a pompa idraulica ideato per esporre i frammenti del monumento funebre scolpito da Giovanni Pisano per l’imperatrice Margherita di Brabante.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Titolo (SGTT)
Dispositivo di sostegno per una scultura di Nicola Pisano
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Dispositivo di sostegno per una scultura di Nicola Pisano
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
88/15
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione,firma
DTZG:
XX
DTSI:
14/09/1950
MTC
MTC:
Cianografia su carta da disegno sensibilizzata
Notizie storico-critiche (NSC)
Il disegno rappresenta il più antico progetto di Franco Albini per il supporto mobile a pompa idraulica ideato per esporre i frammenti marmorei sopravvissuti allo smembramento del monumento funebre scolpito nel XIV secolo da Giovanni Pisano per l’imperatrice Margherita di Brabante, moglie di Enrico VII di Lussemburgo. Questa scultura rappresenta una delle opere più importanti e popolari delle collezioni civiche genovesi e per garantirne lo status l’architetto realizza un sistema espositivo che sarebbe divenuto tanto iconico quanto la scultura alla quale faceva da supporto. Nella tavola è visibile sulla sinistra il piedistallo disegnato in sezione verticale, composto da quattro elementi tubolari concentrici ma dal diametro degradante, affinché l’azionamento del meccanismo di sollevamento li facesse muovere alla pari di un pistone. Il piedistallo dalla forma trapezoidale su cui l’opera poggiava era a sua volta collocato al culmine dei quattro cilindri. La stabilità dell’intero apparato era poi garantita da un solido ancoraggio a doppia tenaglia scavato in una botola sul pavimento, dalla quale si dipartivano i collegamenti verso il meccanismo di azionamento del piedistallo che era invece stato posizionato poco distante dietro la tamponatura di uno sguincio delle finestre, meccanismo che veniva azionato manualmente dal personale di sala. L’opera di Giovanni Pisano, che Albini nella descrizione di questa prima versione della tavola erroneamente attribuisce al padre di Giovanni, Nicola Pisano, è neutralizzata nel foglio attraverso un semplice tratteggio. Sulla destra della tavola viene mostrato in scala 1:1 il sistema di ancoraggio al piedistallo di una delle componenti dell’opera. Due fori scavati nel marmo di uno dei personaggi consentivano a delle grosse viti di fissare la scultura al supporto tramite una placca. La solidità dei pistoni e la robustezza delle giunture permettevano inoltre non solo di sollevate e abbassare la scultura ma anche di rotarla, restituendo l’idea del moto ascensionale dell’anima della defunta scortata in cielo dai due angeli. Il supporto mobile per la scultura di Giovanni Pisano fu probabilmente la novità che più fra tutte, nei luoghi della cultura e dell’opinione pubblica internazionali, accese dibattiti, polemiche, curiosità e interesse sull’ordinamento di Palazzo Bianco, assumendo grandissima popolarità tanto che ancora oggi viene studiato da architetti e designer come esempio di avanguardia nel campo della museologia.

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