La tavola descrive le componenti e il funzionamento di alcune parti di cui era composta la teca in cristallo appositamente progettata da Franco Albini per esporre il serico Pallio Bizantino nell'ordinamento del 1951.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Titolo (SGTT)
Palazzo Bianco Genova. Vetrina per il Pallio Bizantino
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Bianco Genova. Vetrina per il Pallio Bizantino
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
88/12
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione
DTZG:
XX
DTSI:
06/03/1950
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola costituisce un documento di grande valore per comprendere il funzionamento delle componenti di cui era fatta la teca in cristallo appositamente progettata da Franco Albini per esporre il serico Pallio Bizantino, tra le opere più preziose presenti nelle collezioni dei musei civici genovesi. La teca rappresenta un brano d’eccezione nel design museografico italiano degli anni Cinquanta, e si presenta come un oggetto iconico dell’allestimento di Palazzo Bianco aperto al pubblico nel 1951. Il disegno progettuale realizzato nel marzo del 1950 mostra nella parte superiore del foglio in scala 1:20 il prospetto, la sezione e la pianta della teca, le cui dimensioni sono dettagliate negli appunti a margine, mentre in basso sono riportati in scala 1:1 alcuni dettagli del manufatto. Tra gli elementi di maggior innovazione introdotti da Albini bisogna menzionare la collocazione all’interno della teca di una lampada tubolare fluorescente, studiata nelle sue parti per illuminare il panno con un fascio di luce a sezione trapezoidale. Il Pallio Bizantino è poi sostenuto da alcuni nastri di tessuto legati ad una staffa di sostegno posizionata nell’estremità superiore della teca. Inoltre, per evitare che il posizionamento verticale compromettesse i fragili e preziosi filati, il panno viene appoggiato su una superficie reclinata e rivestita da una morbida stoffa di colore rosso, che favorisce l’osservazione da parte del visitatore e al contempo ne preserva l’integrità.
La teca del Pallio Bizantino campeggiava nella Sala 2 del percorso di visita di Palazzo Bianco, posizionata accanto al piedistallo semovente su cui era esposta la scultura di Giovanni Pisano raffigurante l’Elevatio Animae dell’Imperatrice Margherita di Brabante, con il quale competeva in termini di ingegnosità, innovazione ed eleganza. La teca, sospesa a pochi centimetri dal pavimento attraverso due staffe metalliche di sostegno ancorate a terra, rappresenta ancora oggi una soluzione di grande modernità non solo per le sue caratteristiche, ma anche perché si presenta come un sofisticato esempio di arredo museale progettato in maniera sartoriale per accogliere un’opera, valorizzandone l’unicità e rispettandone la fragilità.
Tipo scheda (TSK)
D
Livello ricerca (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
Comune di Genova
Ente competente (ECP)
S236
Altre relazioni (ROZ)
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
Identificazione (OGTV):
serie
Titolo (SGTT)
Palazzo Bianco Genova. Vetrina per il Pallio Bizantino
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Palazzo Bianco Genova. Vetrina per il Pallio Bizantino
Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova
Ubicazione originaria (UBO)
OR [originaria]
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
88/12
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRCD:
Musei di Strada Nuova
PRCU:
Via Garibaldi 18
PRCM:
Fondo Franco Albini
PRCT:
museo
PRCQ:
civico
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione
DTZG:
XX
DTSI:
06/03/1950
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTM:
firma,iscrizione
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
42
MISL:
59
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola descrive le componenti e il funzionamento di alcune parti di cui era composta la teca in cristallo appositamente progettata da Franco Albini per esporre il serico Pallio Bizantino nell'ordinamento del 1951.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola costituisce un documento di grande valore per comprendere il funzionamento delle componenti di cui era fatta la teca in cristallo appositamente progettata da Franco Albini per esporre il serico Pallio Bizantino, tra le opere più preziose presenti nelle collezioni dei musei civici genovesi. La teca rappresenta un brano d’eccezione nel design museografico italiano degli anni Cinquanta, e si presenta come un oggetto iconico dell’allestimento di Palazzo Bianco aperto al pubblico nel 1951. Il disegno progettuale realizzato nel marzo del 1950 mostra nella parte superiore del foglio in scala 1:20 il prospetto, la sezione e la pianta della teca, le cui dimensioni sono dettagliate negli appunti a margine, mentre in basso sono riportati in scala 1:1 alcuni dettagli del manufatto. Tra gli elementi di maggior innovazione introdotti da Albini bisogna menzionare la collocazione all’interno della teca di una lampada tubolare fluorescente, studiata nelle sue parti per illuminare il panno con un fascio di luce a sezione trapezoidale. Il Pallio Bizantino è poi sostenuto da alcuni nastri di tessuto legati ad una staffa di sostegno posizionata nell’estremità superiore della teca. Inoltre, per evitare che il posizionamento verticale compromettesse i fragili e preziosi filati, il panno viene appoggiato su una superficie reclinata e rivestita da una morbida stoffa di colore rosso, che favorisce l’osservazione da parte del visitatore e al contempo ne preserva l’integrità.
La teca del Pallio Bizantino campeggiava nella Sala 2 del percorso di visita di Palazzo Bianco, posizionata accanto al piedistallo semovente su cui era esposta la scultura di Giovanni Pisano raffigurante l’Elevatio Animae dell’Imperatrice Margherita di Brabante, con il quale competeva in termini di ingegnosità, innovazione ed eleganza. La teca, sospesa a pochi centimetri dal pavimento attraverso due staffe metalliche di sostegno ancorate a terra, rappresenta ancora oggi una soluzione di grande modernità non solo per le sue caratteristiche, ma anche perché si presenta come un sofisticato esempio di arredo museale progettato in maniera sartoriale per accogliere un’opera, valorizzandone l’unicità e rispettandone la fragilità.