La tavola descrive le principali componenti ideate dall’architetto Franco Albini per allestire la sala dedicata alle mostre didattiche temporanee, posta al termine del percorso di visita di Palazzo Bianco nell’ordinamento inaugurato nel 1951.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Titolo (SGTT)
Elementi componibili per mostra didattica, Palazzo Bianco Genova
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Elementi componibili per mostra didattica, Palazzo Bianco Genova
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
88/10
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione
DTZG:
XX
DTSI:
02/03/1950
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola descrive le principali componenti ideate dall’architetto Franco Albini per allestire la sala dedicata alle mostre didattiche temporanee, posta al termine del percorso di visita di Palazzo Bianco nell’ordinamento inaugurato nel 1951. Gli elementi principali di questo spazio modulabile sono i cristalli per le vetrine dalla forma quadrata e rettangolare disegnati nella sezione superiore della tavola, le staffe traverse di varie dimensioni disegnate sulla sinistra del foglio, e ancora i tenditori a uncino riportati al centro, oltre alla sezione di morsetti e tubetti filettati di cui la struttura per l’allestimento si compone. La tavola rappresenta un interessante documento per ricostruire la progettazione di uno degli ambienti più innovativi del nuovo Palazzo Bianco, pensato per essere modificato a seconda delle esigenze espositive e delle opere che di volta in volta sarebbero state esposte a rotazione in occasione delle diverse mostre. La stanza era illuminata da faretti mobili, mentre lungo le pareti degli eleganti tenditori metallici erano agganciati sia al pavimento sia ad una griglia sospesa poco sotto l’imposta della volta, i quali, simili a tiranti, mantenevano le opere sospese a mezz’aria. Nel progettare gli elementi di questa sala Albini tiene in considerazione varie misure, soprattutto per i tenditori, che di volta in volta dovevano servire come supporto per oggetti di varie dimensioni. Anche i vetri protettivi sono disegnati per adeguarsi alla medesima versatilità e vengono profilati in modo da poter essere sostituiti con facilità. L’opera rappresenta pertanto un documento di particolare rilievo per comprendere il dettaglio del progetto architettato tra il 1949 e il 1951 da Franco Albini sotto la committenza di Caterina Marcenaro e restituisce un’efficace testimonianza dei valori di adattabilità e funzionalismo che animavano i progetti museografici del secondo dopoguerra italiano. Alla sua apertura, la sala per le mostre didattiche rappresentava inoltre un caso eccezionale nel panorama nazionale, tanto da essere utilizzata come esempio anche da altri architetti e curatori nel corso degli anni successivi.
Tipo scheda (TSK)
D
Livello ricerca (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
Comune di Genova
Ente competente (ECP)
S236
Oggetto (OGT)
OGTD:
disegno architettonico
Identificazione (OGTV):
serie
Titolo (SGTT)
Elementi componibili per mostra didattica, Palazzo Bianco Genova
Titolo (SGTT)
Titolo (SGTT):
Elementi componibili per mostra didattica, Palazzo Bianco Genova
Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova
Ubicazione originaria (UBO)
OR [originaria]
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
88/10
Cronologia (DT)
DTZS:
metà
DTM:
iscrizione
DTZG:
XX
DTSI:
02/03/1950
Autore (AUT)
AUTR:
disegnatore
AUTN:
Albini, Franco
AUTA:
1905 - 1977
AUTH:
F.Albini
ATB
ATBD:
Razionalismo artistico e architettonico
Committenza (CMM)
CMMN:
Comune di Genova, Ufficio Belle Arti (dir. Caterina Marcenaro)
MTC
MTC:
Copia eliografica diazotipica su carta opaca
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
42
MISL:
59
FRM
FRM:
rettangolare
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La tavola descrive le principali componenti ideate dall’architetto Franco Albini per allestire la sala dedicata alle mostre didattiche temporanee, posta al termine del percorso di visita di Palazzo Bianco nell’ordinamento inaugurato nel 1951.
DES
DESS:
Componenti strutturali e architettoniche
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola descrive le principali componenti ideate dall’architetto Franco Albini per allestire la sala dedicata alle mostre didattiche temporanee, posta al termine del percorso di visita di Palazzo Bianco nell’ordinamento inaugurato nel 1951. Gli elementi principali di questo spazio modulabile sono i cristalli per le vetrine dalla forma quadrata e rettangolare disegnati nella sezione superiore della tavola, le staffe traverse di varie dimensioni disegnate sulla sinistra del foglio, e ancora i tenditori a uncino riportati al centro, oltre alla sezione di morsetti e tubetti filettati di cui la struttura per l’allestimento si compone. La tavola rappresenta un interessante documento per ricostruire la progettazione di uno degli ambienti più innovativi del nuovo Palazzo Bianco, pensato per essere modificato a seconda delle esigenze espositive e delle opere che di volta in volta sarebbero state esposte a rotazione in occasione delle diverse mostre. La stanza era illuminata da faretti mobili, mentre lungo le pareti degli eleganti tenditori metallici erano agganciati sia al pavimento sia ad una griglia sospesa poco sotto l’imposta della volta, i quali, simili a tiranti, mantenevano le opere sospese a mezz’aria. Nel progettare gli elementi di questa sala Albini tiene in considerazione varie misure, soprattutto per i tenditori, che di volta in volta dovevano servire come supporto per oggetti di varie dimensioni. Anche i vetri protettivi sono disegnati per adeguarsi alla medesima versatilità e vengono profilati in modo da poter essere sostituiti con facilità. L’opera rappresenta pertanto un documento di particolare rilievo per comprendere il dettaglio del progetto architettato tra il 1949 e il 1951 da Franco Albini sotto la committenza di Caterina Marcenaro e restituisce un’efficace testimonianza dei valori di adattabilità e funzionalismo che animavano i progetti museografici del secondo dopoguerra italiano. Alla sua apertura, la sala per le mostre didattiche rappresentava inoltre un caso eccezionale nel panorama nazionale, tanto da essere utilizzata come esempio anche da altri architetti e curatori nel corso degli anni successivi.