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Beatrice contempla le sfere celesti (Par. I, vv, 64-65)

Musei di Strada Nuova
OGT
OGTD:
acquaforte
Autore (AUT)
AUTS:
attribuito
AUTR:
incisore, disegnatore
AUTN:
Pinelli, Bartolomeo
AUTA:
1781/1835
Codifica iconclass (DESI)
83(Dante, Divina Commedia)
Indicazioni sul soggetto (DESS)
Personaggi: Dante; Beatrice. Stelle: sole.
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Incisione su carta bianca raffigurante episodio tratto dal Canto I del Paradiso dantesco
Identificazione (SGTI)
Beatrice contempla le sfere celesti (Par. I, vv, 64-65)
Titolo (SGTT)
Beatrice contempla le sfere celesti (Par. I, vv, 64-65)
Soggetto (SGT)
Titolo della serie di appartenenza (SGTS):
Divina Commedia di Dante Alighieri incisa da Bartolomeo Pinelli
Inventario di museo o di soprintendenza (INV)
INVN:
ST 2248 - 1
INVC:
Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
XIX
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
iscrizione,bibliografia
DTSI:
1824
DTSF:
1826
MTC
MTC:
acquaforte
Notizie storico-critiche
L'incisione fa parte della serie dedicata al Paradiso di Dante Alighieri, realizzata dal pittore e incisore Bartolomeo Pinelli, e si conserva all'interno del volume rilegato che raccoglie l'intera cantica; i volumi dedicati all'Inferno e al Purgatorio sono anch'essi conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso, che custodisce così l'opera illustrata nella sua interezza comprendendo, inoltre, gran parte dei disegni preparatori eseguiti da Pinelli in vista di questa impresa editoriale. L’illustrazione delle tre cantiche venne realizzata dall’artista romano tra 1824 e 1826, con una scelta degli episodi più significativi accompagnati in calce dalle corrispondenti terzine dantesche. L’insieme dei disegni riveste un particolare interesse in quanto consente di ripercorrere il processo creativo dell’autore, permettendo un confronto diretto tra i modelli rapidamente schizzati a matita e le stampe pubblicate. In questo caso, la versione incisa non presenta variazioni rispetto al foglio preparatorio. Diversamente dal linguaggio colorito e talvolta grottesco che caratterizza i soggetti popolareschi e vernacolari che lo avevano reso celebre, nella sua Divina Commedia Pinelli ricerca piuttosto un registro aulico e classico, adatto ai soggetti letterari resi attuali dal sorgere dell’estetica romantica, iscrivendo così a pieno titolo la sua opera nel clima di riscoperta dell’immaginario dantesco che percorre a inizio Ottocento l’intera Europa. (Priarone 2024, pp. 51-52). Diretto precedente dell’impresa di Pinelli è la serie di 110 illustrazioni della Commedia incise dallo scultore e disegnatore neoclassico John Flaxman, che costituiscono per l’artista romano un modello soprattutto iconografico; dal punto di vista stilistico, egli invece si discosta decisamente dall’essenzialità e astrazione lineare del maestro inglese, elaborando una prospettiva alternativa e del tutto originale (Fiumi Sermattei 2022, p. 123).

Disegni