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Nave portarinfuse «Caterina Madre»

Galata Museo del Mare
OGT
OGTD:
modello
OGTT:
navale
Autore (AUT)
AUTN:
Cantiere Richardson, Duck&Co.
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
4507
Cronologia (DT)
DTSI:
1904
DTSF:
1904
MTC
MTC:
ottone
MTC:
legno
Notizie storico-critiche (NSC)
Andrea Corrado (1873-1974) è il fondatore di una delle storiche dinastie genovesi di armatori. Figlio di un noto attrezzatore navale di Albisola (cioè il titolare di una ditta di forniture di bordo), a 15 anni si imbarca come mozzo su un veliero diretto in Australia. Al suo ritorno termina gli studi diplomandosi capitano; a 24 anni comanda già un vapore: il “Dante”. Andrea non è un armatore “da scrivania”: ha il mare nel sangue. Diventa capo dei piloti del porto di Genova, e sarà lui a condurvi il “Rex” al suo primo arrivo. Ma il suo sogno è possedere una nave.

Costruire navi in ferro in Italia, paese povero di materie prime, è sempre stato antieconomico, a meno di incentivi statali. Per gli armatori era molto più conveniente comprare di seconda mano sul mercato estero. «Caterina Madre» viene acquistata usata in Inghilterra, dove era stata varata nel 1904 con il nome di «Iddesleigh». Si tratta di una nave portarinfuse che veniva impiegata soprattutto per il trasporto di carbone dai porti inglesi (Cardiff, Newcastle), tedeschi (Amburgo, Brema, Emdem), olandesi (Rotterdam), belgi (Anversa, Gand), polacchi (Danzica, Gdynia) a quelli italiani; destinatari gli stabilimenti siderurgici della penisola e le Ferrovie dello Stato.

Affonderà l’11 settembre 1943 al largo di Gallipoli a causa dell’urto contro una mina.