Link alla homepage logo musei di genova header

Gardamano

Galata Museo del Mare
OGT
OGTD:
guardamano
Ambito culturale (ATB)
ATBD:
ambito genovese
ATBM:
provenienza
Descrizione (DES)
Altri inventari (INV)
INVN:
4660
INVD:
09/02/2026
Cronologia (DT)
DTZG:
sec. XIX
ADTS:
documentazione
Materia e tecnica (MTC)
MTCP:
palmetta
MTCM:
cuoio
MTCP:
piastra
MTCM:
acciaio
Notizie storico-critiche (NSC)
Sui grandi velieri le vele erano confezionate con tela molto resistente detta olona, che poteva essere di canapa, cotone o lino. La tela di canapa e di lino era la più resistente, quindi usata per le vele più grandi; quella di cotone era usata per confezionare vele leggere, tende, coperture, incerate.

Ogni vela era fatta di più strisce di tela (ferzi) cucite tra di loro sul lato maggiore con doppia cucitura. L’orlo della vela veniva poi ripiegato per rinforzo e su di esso cucito un cavetto di canapa catramata o di acciaio fasciato (gratile). Anche gli angoli vengono rinforzati con delle contropezze (fortezze) e muniti di occhielli di metallo per l’attacco dei cavi di manovra.

Se al momento della fabbricazione venivano usate dalle velerie le macchine da cucire, in navigazione ogni riparazione doveva avvenire manualmente con ago e filo. Essendo la tela molto resistente, i marinai usavano il gardamano (o gardapalmo), che serviva a spingere la cruna dell’ago senza ferirsi. Ognuno se lo fabbricava su misura, ritagliando il cuoio e cucendovi la piastra secondo le dimensioni e la forma della sua mano, destra o sinistra.