Sui grandi velieri le vele erano confezionate con tela molto resistente detta olona, che poteva essere di canapa, cotone o lino. La tela di canapa e di lino era la più resistente, quindi usata per le vele più grandi; quella di cotone era usata per confezionare vele leggere, tende, coperture, incerate.
Ogni vela era fatta di più strisce di tela (ferzi) cucite tra di loro sul lato maggiore con doppia cucitura. L’orlo della vela veniva poi ripiegato per rinforzo e su di esso cucito un cavetto di canapa catramata o di acciaio fasciato (gratile). Anche gli angoli vengono rinforzati con delle contropezze (fortezze) e muniti di occhielli di metallo per l’attacco dei cavi di manovra.
Se al momento della fabbricazione venivano usate dalle velerie le macchine da cucire, in navigazione ogni riparazione doveva avvenire manualmente con ago e filo. Essendo la tela molto resistente, i marinai usavano il gardamano (o gardapalmo), che serviva a spingere la cruna dell’ago senza ferirsi. Ognuno se lo fabbricava su misura, ritagliando il cuoio e cucendovi la piastra secondo le dimensioni e la forma della sua mano, destra o sinistra.
Tipo scheda (TSK)
BDM
Livello catalogazione (LIR)
I
Codice univoco (NCT)
Codice regione (NCTR):
07
Notizie storico-critiche (NSC)
Sui grandi velieri le vele erano confezionate con tela molto resistente detta olona, che poteva essere di canapa, cotone o lino. La tela di canapa e di lino era la più resistente, quindi usata per le vele più grandi; quella di cotone era usata per confezionare vele leggere, tende, coperture, incerate.
Ogni vela era fatta di più strisce di tela (ferzi) cucite tra di loro sul lato maggiore con doppia cucitura. L’orlo della vela veniva poi ripiegato per rinforzo e su di esso cucito un cavetto di canapa catramata o di acciaio fasciato (gratile). Anche gli angoli vengono rinforzati con delle contropezze (fortezze) e muniti di occhielli di metallo per l’attacco dei cavi di manovra.
Se al momento della fabbricazione venivano usate dalle velerie le macchine da cucire, in navigazione ogni riparazione doveva avvenire manualmente con ago e filo. Essendo la tela molto resistente, i marinai usavano il gardamano (o gardapalmo), che serviva a spingere la cruna dell’ago senza ferirsi. Ognuno se lo fabbricava su misura, ritagliando il cuoio e cucendovi la piastra secondo le dimensioni e la forma della sua mano, destra o sinistra.
Ente schedatore (ESC)
C010025
Ente competente per tutela (ECP)
S21
OGT
OGTD:
guardamano
Materia e tecnica (MTC)
MTCP:
palmetta
MTCM:
cuoio
MTCP:
piastra
MTCM:
acciaio
Quantità (QNT)
Quantità degli esemplari/degli oggetti componenti (QNTN):
1
Localizzazione (PVC)
Stato (PVCS):
Italia
Regione (PVCR):
Liguria
Provincia (PVCP):
GE
Comune (PVCC):
Genova
Collocazione specifica (LDC)
Denominazione contenitore fisico (LDCN):
Galata Museo del Mare
Complesso monumentale di appartenenza (LDCC):
Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni
Indicazioni viabilistiche (LDCU):
Calata De Mari, 1
Specifiche (LDCS):
Deposito
LDCT:
museo
LDCQ:
civico
Note (LCN)
Descrizione (DES)
Ambito culturale (ATB)
ATBD:
ambito genovese
ATBM:
provenienza
Dati di uso (UTU)
UTUF:
sbarrare l'imboccatura della Darsena
UTUM:
fissata alla spalla del molo tramite delle staffe
UTUO:
quando si temevano incursioni nemiche
UTUD:
sec. XIX ante
Cronologia (DT)
DTZG:
sec. XIX
ADTS:
documentazione
Schede correlate - altri enti (ACS)
ACSE:
Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni