Allievo di Lazzaro Luxardo all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, a partire dai primi anni Venti Canegallo cominciò a sviluppare una personale riflessione sul colore, assimilando e metabolizzando il linguaggio divisionista in favore di una cromia caratterizzata da una particolare attenzione alle vibrazioni della luce. Fondamentale per il suo percorso artistico fu l’incontro nel 1914 con Romolo Romani, che lo introdusse al fervente clima culturale milanese, di cui Canegallo assimilò le istanze simboliste ed esoteriche. In seguito, la sua ricerca iniziò a configurarsi come una personale interpretazione del divisionismo scientifico, tangente nell’organizzazione dello spazio alle soluzioni formali futuriste.
Diamante nero appartiene alla serie delle Gemme, esposta per la prima volta al pubblico nel 1920 alla Mostra individuale di opere pittoriche allestita a Roma nel Foyer del Teatro Argentina e a Genova nel Ridotto del Teatro Carlo Felice e, successivamente, nel 1925 all’Exposition des peintures et dessin organizzata presso la Galerie La Boétie di Parigi. Attribuendo a ogni pietra preziosa un valore simbolico capace di porne in risalto le qualità estetiche e materiali, l’artista suggerì questa definizione per Diamante nero: “Melanconia quieta e cadente. Espressioni soggettive di stati d’animo obbiettivamente sentiti e manifestati con aperta indipendenza dal simbolismo convenzionale”.
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCD:
Wolfsoniana - depositeria
PRCU:
Via Filak 1, Genova
PRCM:
Wolfsoniana
PRCT:
deposito
TCL:
luogo di deposito
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
GX1993.476
INVD:
1993
INVC:
Wolfsoniana
DTZ
DTZG:
sec. XX
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
documentazione
DTSI:
1920
DTSF:
1920
Autore (AUT)
AUTR:
autore
AUTM:
documentazione
AUTN:
Sexto Canegallo
AUTA:
Sestri Ponente, Genova 1892 – Genova 1966
MTC
MTC:
olio su tela
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
72,5
MISL:
41,5
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Allievo di Lazzaro Luxardo all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, a partire dai primi anni Venti Canegallo cominciò a sviluppare una personale riflessione sul colore, assimilando e metabolizzando il linguaggio divisionista in favore di una cromia caratterizzata da una particolare attenzione alle vibrazioni della luce. Fondamentale per il suo percorso artistico fu l’incontro nel 1914 con Romolo Romani, che lo introdusse al fervente clima culturale milanese, di cui Canegallo assimilò le istanze simboliste ed esoteriche. In seguito, la sua ricerca iniziò a configurarsi come una personale interpretazione del divisionismo scientifico, tangente nell’organizzazione dello spazio alle soluzioni formali futuriste.
Diamante nero appartiene alla serie delle Gemme, esposta per la prima volta al pubblico nel 1920 alla Mostra individuale di opere pittoriche allestita a Roma nel Foyer del Teatro Argentina e a Genova nel Ridotto del Teatro Carlo Felice e, successivamente, nel 1925 all’Exposition des peintures et dessin organizzata presso la Galerie La Boétie di Parigi. Attribuendo a ogni pietra preziosa un valore simbolico capace di porne in risalto le qualità estetiche e materiali, l’artista suggerì questa definizione per Diamante nero: “Melanconia quieta e cadente. Espressioni soggettive di stati d’animo obbiettivamente sentiti e manifestati con aperta indipendenza dal simbolismo convenzionale”.