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Achrome

Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
OGT
OGTD:
dipinto
Autore (AUT)
AUTN:
Manzoni, Piero
AUTA:
Soncino 1933 - Milano 1963
AUTR:
pittore
Titolo dell'opera (SGTT)
Achrome
Inventario di museo o soprintendenza (INV)
INVN:
698
INVD:
1990
DTZ
DTZG:
sec. XX
Cronologia (DT)
DTSI:
1958
DTSF:
1958
Materiali/allestimento (MTC)
Materiali, tecniche, strumentazione (MTCI):
Caolino su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il primo Achrome è del 1957: una colata di gesso e caolino su tela con un effetto muro ancora di impronta informale, ma dove l’intervento dell’artista viene ridotto al minimo. Questa serie di opere è pensata come “un’unica superficie ininterrotta” dove la materia diventa protagonista su tele a riquadri o piegate a grinze: “... una superficie bianca che è una superficie bianca e basta (una superficie incolore che è una superficie incolore) anzi, meglio ancora, che è e basta: essere (e essere totale è puro divenire)”. Negli anni la sperimentazione sugli Achromes continuerà: ingloberanno oggetti, paglia, legno, sassi, panini, determinandosi come entità vitali, indipendenti dalla volontà stessa dell’artista, poi sempre più sintetici, in lana di vetro, plastica e pallini di polistirolo e auto-generanti, con polistirolo imbevuto di cloruro di cobalto dai colori cangianti al variare degli elementi atmosferici.