Il dipinto rappresenta l'incontro tra Maria Vergine e l'arcangelo Gabriele per l'annunciazione.
Codifica Iconclass (DESI)
73AA521
DES
DESS:
Personaggi: Maria; arcangelo Gabriele
Titolo (SGTT)
Trittico di San Colombano (Annunciazione, San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria)
SGT
SGTI:
Annunciazione, San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 2873
INVC:
Palazzo Bianco
INVN:
PB 2874
INVC:
Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1509
DTSV:
ca
DTSF:
1515
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tavola di rovere
Notizie storico-critiche (NSC)
I forti legami commerciali, finanziari e, naturalmente, artistici fra Genova e Bruges tra la fine del Quattrocento e l’inizio del secolo successivo sono stati ampiamente indagati dalla storiografia e confermati dalle commissioni di dipinti monumentali alle maggiori botteghe bruggensi da parte di cittadini genovesi. In quel breve scorcio d’anni, infatti, arrivarono nella cittadina ligure ben quattro grandiose pale d’altare eseguite rispettivamente da Gerard David, Adriaen Isembrandt, l’anonimo Maestro di San Lorenzo della Costa e Jan Provoost, cui è attribuito il cosiddetto Trittico di San Colombano, composto dalla tavola centrale con l’Annunciazione e i due scomparti laterali con San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria.
Le tre tavole hanno provenienza differente e le fonti storiche, almeno fino al XX secolo, non le menzionano mai insieme: mentre la sola Annunciazione è ricordata già nel Seicento nella chiesa dell’Ospedale dei Cronici, dedicato a San Colombano, i due scomparti laterali sono resi noti solo in epoca moderna, a partire dal 1930 quando, provenienti dall’Ospedale di Pammatone, vengono esposti insieme alla stessa Annunciazione nell’Ospedale di San Martino a Genova. In quella occasione, i due santi vengono registrati nell’inventario patrimoniale dell’ente ospedaliero con l’indicazione “Sauli”.
Dagli anni trenta la critica, dopo le più generiche indicazioni delle fonti sei-sette e ottocentesche, attribuisce tutte le tavole a Provoost, notizia sempre confermata dalla storiografia successiva; i tre dipinti vengono esposti insieme dal 1946 come uno trittico, ma su questa ipotesi ricostruttiva le opinioni risultano a tutt’oggi contrastanti. Da un lato le analisi tecniche effettuate, ed in particolare quella dendrocronologica, hanno stabilito che alcune delle tavole utilizzate per realizzare i tre distinti supporti avrebbero origine dallo stesso albero e dunque, quantomeno, una comune provenienza; dall’altro l’ambientazione delle tre parti manca di continuità spaziale e risulta evidente il contrasto fra la più arcaicizzante scena centrale, ambientata in un dettagliatissimo interno domestico, e l’arioso paesaggio di sfondo ai due santi, peraltro molto più grandi e monumentali rispetto alle figure della Madonna annunciata e dell’angelo, con un evidente disomogeneo rapporto dimensionale fra le figure.
Queste marcate differenze stilistiche porterebbero a far supporre che le tre distinte opere siano un prodotto della stessa bottega ma realizzate a qualche anno di distanza e per una committenza differente.
I due scomparti laterali, in epoca imprecisata, sono stati decurtati della parte inferiore in cui, molto verosimilmente, erano dipinte le figure dei donatori inginocchiate ai piedi dei santi protettori: queste figure, oggi due tavole autonome, sono state identificate in un Ritratto maschile ora a Philadelphia (Museum of Art) e in uno femminile conservato a Madrid (Museo Thyssen Bornemisza).
Tipo scheda (TSK)
OA
Livello catalogazione (LIR)
P
Codice univoco (NCT)
Codice Regione (NCTR):
07
Ente schedatore (ESC)
C010025
Ente competente (ECP)
S21
OGT
OGTD:
triptych
OGTT:
trittico
OGTD:
dipinto
Quantità (QNT)
Quantità degli esemplari (QNTN):
3
Titolo (SGTT)
Trittico di San Colombano (Annunciazione, San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria)
SGT
SGTI:
Annunciazione, San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCD:
Ospedale di San Martino
PRDI:
1930
PRDU:
1950
PRCT:
ospedale
PRCQ:
pubblico
TCL:
luogo di provenienza
PRVS:
Italia
PRVC:
Genova
PRCD:
Chiesa di San Colombano
PRCS:
solo la tavola centrale con Annunciazione
PRCT:
chiesa
TCL:
luogo di provenienza
PRVS:
Italia
PRVC:
Genova
PRCD:
Collezione Francesco Maria Spinola di San Pietro (inv. 1727)
PRCS:
solo le due ali laterali
PRCT:
ospedale
TCL:
luogo di provenienza
PRVS:
Italia
PRVC:
Genova
PRCD:
dei Cronici, o degli Incurabili (San Colombano)
PRCS:
originaria destinazione della committenza
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 2873
INVC:
Palazzo Bianco
INVN:
PB 2874
INVC:
Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1509
DTSV:
ca
DTSF:
1515
DTSL:
ca
Autore (AUT)
AUTR:
pittore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Provoost, Jan
AUTA:
Mons 1465 ca - Bruges 1529
MTC
MTC:
olio su tavola di rovere
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
258
MISL:
202
MISV:
misure Annunciazione
MISU:
cm
MISA:
139
MISL:
90
MISU:
cm
MISA:
139
MISL:
90
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Restauri (RST)
RSTD:
2003
RSTN:
N. SILVESTRI
RSTD:
1951
RSTN:
P. RUBINACCI
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Il dipinto rappresenta l'incontro tra Maria Vergine e l'arcangelo Gabriele per l'annunciazione.
Codifica Iconclass (DESI)
73AA521
DES
DESS:
Personaggi: Maria; arcangelo Gabriele
Notizie storico-critiche (NSC)
I forti legami commerciali, finanziari e, naturalmente, artistici fra Genova e Bruges tra la fine del Quattrocento e l’inizio del secolo successivo sono stati ampiamente indagati dalla storiografia e confermati dalle commissioni di dipinti monumentali alle maggiori botteghe bruggensi da parte di cittadini genovesi. In quel breve scorcio d’anni, infatti, arrivarono nella cittadina ligure ben quattro grandiose pale d’altare eseguite rispettivamente da Gerard David, Adriaen Isembrandt, l’anonimo Maestro di San Lorenzo della Costa e Jan Provoost, cui è attribuito il cosiddetto Trittico di San Colombano, composto dalla tavola centrale con l’Annunciazione e i due scomparti laterali con San Pietro e Santa Elisabetta d’Ungheria.
Le tre tavole hanno provenienza differente e le fonti storiche, almeno fino al XX secolo, non le menzionano mai insieme: mentre la sola Annunciazione è ricordata già nel Seicento nella chiesa dell’Ospedale dei Cronici, dedicato a San Colombano, i due scomparti laterali sono resi noti solo in epoca moderna, a partire dal 1930 quando, provenienti dall’Ospedale di Pammatone, vengono esposti insieme alla stessa Annunciazione nell’Ospedale di San Martino a Genova. In quella occasione, i due santi vengono registrati nell’inventario patrimoniale dell’ente ospedaliero con l’indicazione “Sauli”.
Dagli anni trenta la critica, dopo le più generiche indicazioni delle fonti sei-sette e ottocentesche, attribuisce tutte le tavole a Provoost, notizia sempre confermata dalla storiografia successiva; i tre dipinti vengono esposti insieme dal 1946 come uno trittico, ma su questa ipotesi ricostruttiva le opinioni risultano a tutt’oggi contrastanti. Da un lato le analisi tecniche effettuate, ed in particolare quella dendrocronologica, hanno stabilito che alcune delle tavole utilizzate per realizzare i tre distinti supporti avrebbero origine dallo stesso albero e dunque, quantomeno, una comune provenienza; dall’altro l’ambientazione delle tre parti manca di continuità spaziale e risulta evidente il contrasto fra la più arcaicizzante scena centrale, ambientata in un dettagliatissimo interno domestico, e l’arioso paesaggio di sfondo ai due santi, peraltro molto più grandi e monumentali rispetto alle figure della Madonna annunciata e dell’angelo, con un evidente disomogeneo rapporto dimensionale fra le figure.
Queste marcate differenze stilistiche porterebbero a far supporre che le tre distinte opere siano un prodotto della stessa bottega ma realizzate a qualche anno di distanza e per una committenza differente.
I due scomparti laterali, in epoca imprecisata, sono stati decurtati della parte inferiore in cui, molto verosimilmente, erano dipinte le figure dei donatori inginocchiate ai piedi dei santi protettori: queste figure, oggi due tavole autonome, sono state identificate in un Ritratto maschile ora a Philadelphia (Museum of Art) e in uno femminile conservato a Madrid (Museo Thyssen Bornemisza).
Acquisizione (ACQ)
Nome (ACQN):
Ospedali Civili
Data acquisizione (ACQD):
1950
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PB 2873
FTAN:
PB 2873_3257
FTAT:
Jan Provoost, Annunciazione (Trittico di San Colombano)
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PB_2874_1
FTAN:
PB_2874_1_3250
FTAT:
San Pietro.
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PB_2874_2
FTAN:
PB_2874_2_3253
FTAT:
Santa Elisabetta di Ungheria.
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
provost_l'annunciazione
FTAT:
Particolare della pergamena appesa sulla parete sinistra (tavola centrale).
FTAF:
tif
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
provost
FTAT:
Retro della tavola (provost_selisabettadiportogallo).