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Frati camaldolesi

Museo Giannettino Luxoro
OGT
OGTD:
dipinto
Autore (AUT)
AUTR:
pittore
AUTN:
Magnasco, Alessandro
AUTA:
Genova, 1667 - Genova, 1749
AUTH:
00001010
AUTS:
attribuito
AUTR:
Autore del paesaggio
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Peruzzini, Francesco Antonio
AUTA:
Ancona, 1668 - Roma, 1724
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
In un paesaggio tipicamente rosiano un frate inginocchiato è intento a pregare davanti ad una croce in legno con le braccia aperte e i palmi rivolti verso l'alto. In primo piano sulla sinistra un altro frate si riposa semisdraiato sull'erba, con il capo chino seminascosto dalla penombra. La scena è inquadrata da alberi disposti sui due lati come le quinte di un palcoscenico, che lasciano intravedere un paesaggio brullo che si apre in lontananza.
Codifica Iconclass (DESI)
25H11
DES
DESS:
paesaggio: montagne
Titolo (SGTT)
Frati camaldolesi
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
M. G. L. 1330
DTZ
DTZG:
sec. XVIII
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1701
DTSV:
post
DTSF:
1750
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
L'autore del dipinto, che fa da pendant alla tela di identico soggetto (Inv. M. G. L. 1331), è certamente Alessandro Magnasco, riconoscibile per il linguaggio del tutto originale con il quale il Lissandrino imposta i suoi paesaggi, portando le lezioni di Salvator Rosa e Peruzzini all'estremo e rendendo i suoi paesaggi sempre più "romantici". Questo modo di trattare la materia si riscontra anche nelle figure dei monaci, ricorrenti in molte opere del Magnasco, consunte e martoriate dall'esasperazione spirituale e dai digiuni. Questa tipologia di frate si ritrova anche in numerosi disegni, dove l'artista si esercita su questa particolare tipologia di personaggio, come i due frati eremiti ripresi in un disegno della collezione di Palazzo Rosso.

Opere e Oggetti d'Arte

Persona