La scultura, che raffigura il Cristo morto, è caratterizzata da una resa raffinatissima dei particolari anatomici, sottolineati dal gioco chiaroscurale creato dalla superficie lignea, lavorata con grande maestria. Il capo abbandonato sulla spalla destra, con i capelli disposti in morbide ciocche rappresentate in modo naturalistico, il Crocifisso presenta un perizoma dall’arioso panneggio con grandi pieghe, aperto sul fianco. Nel volto spiccano gli occhi con palpebre sporgenti e la fine peluria di barba e baffi.
SGT
SGTI:
crocifisso
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
M.G.L. 498
DTZ
DTZG:
XVIII
MTC
MTC:
legno scolpito
Notizie storico-critiche (NSC)
L’opera, destinata evidentemente a un committente privato, si ricollega alla grande stagione della scultura lignea a soggetto sacro, che rappresenta uno dei capitoli più importanti dell’arte genovese tra XVII e XVIII secolo. Questa produzione, strettamente legata alla coeva fioritura pittorica, trova il suo culmine nell’opera di Anton Maria Maragliano (1664 – 1739), alla cui sfera d’influenza sembra potersi ricollegare anche il Crocifisso del Luxoro, che tuttavia rivela la conoscenza anche di modelli precedenti a quelli del grande maestro, come ad esempio alcuni Crocifissi monumentali prodotti dalla bottega di Domenico Bissoni e del figlio Giovanni Battista, ad esempio il Cristo Moro ora nell’Oratorio di Sant’Antonio Abate alla Marina (Genova).
La scultura, che raffigura il Cristo morto, è caratterizzata da una resa raffinatissima dei particolari anatomici, sottolineati dal gioco chiaroscurale creato dalla superficie lignea, lavorata con grande maestria. Il capo abbandonato sulla spalla destra, con i capelli disposti in morbide ciocche rappresentate in modo naturalistico, il Crocifisso presenta un perizoma dall’arioso panneggio con grandi pieghe, aperto sul fianco. Nel volto spiccano gli occhi con palpebre sporgenti e la fine peluria di barba e baffi.
Notizie storico-critiche (NSC)
L’opera, destinata evidentemente a un committente privato, si ricollega alla grande stagione della scultura lignea a soggetto sacro, che rappresenta uno dei capitoli più importanti dell’arte genovese tra XVII e XVIII secolo. Questa produzione, strettamente legata alla coeva fioritura pittorica, trova il suo culmine nell’opera di Anton Maria Maragliano (1664 – 1739), alla cui sfera d’influenza sembra potersi ricollegare anche il Crocifisso del Luxoro, che tuttavia rivela la conoscenza anche di modelli precedenti a quelli del grande maestro, come ad esempio alcuni Crocifissi monumentali prodotti dalla bottega di Domenico Bissoni e del figlio Giovanni Battista, ad esempio il Cristo Moro ora nell’Oratorio di Sant’Antonio Abate alla Marina (Genova).