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Crocifissione con la Madonna, San Giovanni Evangelista, Santo Stefano, santa e donatore

Museo di Sant’Agostino
Definizione bene (OGT)
OGTD:
scomparto di polittico
Identificazione (OGTV):
frammento
Autore (AUT)
AUTS:
e aiuti
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Mazone, Giovanni
AUTA:
notizie 1453/1510-1512
AUTH:
00001427
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
In un paesaggio roccioso, Cristo, con un perizoma trasparente, è inchiodato a una croce liscia, ai cui piedi giace un teschio. Nella parte superiore della croce, entro un cartiglio, è dipinta l'iscrizione "I.N.R.I.", alla cui destra è raffigurato un angelo con un lungo abito scuro e le mani giunte. Dal lato opposto un angelo vestito di rosso, con espressione dolente, protende il braccio destro verso il capo di Cristo. Il sangue che sgorga dalle ferite delle mani è raccolto in calici dorati da due angeli vestiti di rosso (angelo di destra) e di verde (angelo di sinistra); il sangue che fuoriesce dal costato è raccolto in un calice da un angelo in abito rosa. Un quinto angelo, vestito di verde e con un mantello rosso che gli cinge la parte inferiore del corpo, guarda la scena addolorato. Il sangue che sgorga dai piedi scende lungo la croce fino a lambire le mani giunte del donatore, un monaco benedettino vestito di nero, inginocchiato ai piedi della croce. Inginocchiato alle sue spalle, Santo Stefano, con una dalmatica rossa e oro, volge lo sguardo verso l'alto. Il santo, con il braccio destro proteso in avanti e il palmo della mano aperto a intercessione del monaco, regge nell'altra mano la palma del martirio, simboleggiato dalle pietre raffigurate sulla schiena e sull'aureola. All'estrema destra del dipinto, una santa inginocchiata, forse Santa Giustina, è vestita di nero, avvolta in un ampio mantello verde e con il capo coperto da un velo bianco che le ricade sulla spalla sinistra. La santa, con un libro nella mano sinistra e la mano destra sollevata in atto di supplica, rivolge lo sguardo verso la Madonna, in piedi a destra di Cristo. La Madonna, con un abito rosso, un mantello scuro e un velo che le cinge il capo come un soggolo, rivolge lo sguardo e tiene il palmo delle mani aperto verso l'osservatore. Dietro la santa, San Giovanni Evangelista in piedi, con il capo reclinato verso la spalla destra e lo sguardo rivolto verso la croce, indossa una tunica scura con ricami dorati e un mantello rosso foderato di verde. Il santo tiene il braccio sinistro piegato in avanti con il palmo della mano aperto e il braccio destro verso il donatore con il palmo della mano aperto. Un paesaggio collinare realizzato a velature, con prati alternati ad alberi, alcuni edifici isolati e una città fortificata, protetta frontalmente da un fiume e da un rilievo alle spalle, fa da sfondo alla scena.
DES
DESS:
Personaggi: Cristo, Madonna, Santo Stefano, San Giovanni Evangelista, santa, monaco benedettino; Paesaggio: città fortificata, colline
SGT
SGTI:
Crocifissione di Cristo con la Madonna, San Giovanni Evangelista, Santo Stefano, una santa e un monaco benedettino
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
SN 1
DTZ
DTZG:
XV
Cronologia (DT)
DTZS:
fine
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1490
DTSV:
post
DTSF:
1499
DTSL:
ante
MTC
MTC:
tavola di pioppo- pittura a olio
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto mostra uno stacco con la produzione precedente del pittore e l'attribuzione è molto discussa. M. Natale e G.V. Castelnovi ritengono che la Crocifissione vada espunta dal corpus dell'artista (Natale 1982, p. 90; Castelnovi 1987, p. 90). Le indagini sul disegno sottostante, tuttavia, hanno dimostrato l'autografia del Mazone, almeno per quanto concerne l'impostazione grafica delle figure (Galassi 1988, pp. 36-39). Alcuni studiosi la considerano un'opera di collaborazione tra il maestro alessandrino e altri artisti e/o aiuti, quali Nicolò Corso e il Maestro di San Lorenzo, talvolta identificato con Antonio Mazone (Martini 1984, p. 48; Martini 1986, p. 120; Boskovits 1987, pp. 362-363; Galassi 1988, pp. 36-39; Algeri 1989, pp. 337-338 n. 29; Zanelli 2002, pp. 8-9; Sanguineti 2007, p. 22; Zanelli 2007, pp. 15-17 n. 44). Anna De Floriani, invece, esclude l'intervento di Nicolò Corso e riconduce in toto il dipinto a Giovanni Mazone (De Floriani 1991, pp. 296-300; De Floriani 2005, p. 192). La Crocifissione, di proprietà della famiglia Cattaneo Adorno, proviene dalla Chiesa di San Giuliano di Albaro, ma non è chiaro se l'opera sia stata effettivamente realizzata per quella chiesa e se gli Adorno ne fossero i committenti (Alizeri 1875, p. 592; Martini 1986, p. 118 e in particolare note 1 e 3; Zanelli 2002, p. 12 n. 24). Se questo fosse verificato, il monaco benedettino per cui Santo Stefano intercede potrebbe essere Stefano Adorno (Di Fabio 1992, p. 23).