Catone Uticense è ritratto a mezzo busto all'interno della sua tenda, nell'atto di toccare la ferita sanguinante aperta sul fianco sinistro con il pugnale che tiene stretto nella mano destra. Il capo ricciuto è avvolto in una benda bianca e il sangue cola dalla ferita al costato andando a macchiare il drappo che avvolge il fianchi di Catone.
Codifica Iconclass (DESI)
98B(CATO THE YOUNGER)68
DES
DESS:
personaggi: Catone Uticense
Titolo (SGTT)
Suicidio di Catone Uticense
SGT
SGTI:
morte di Catone
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 354
INVD:
1910, post
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
terzo quarto
DTM:
documentazione
DTSI:
1655
DTSV:
ca
DTSF:
1656
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto costituisce una della numerose repliche del “Suicidio di Catone” che il maestro eseguì durante la sua attività. La stesura pittorica densa, a larghi tocchi di colore, conferisce ulteriore drammaticità alla scena, già molto cruda, nella quale il repubblicano, incapace di accettare la sottomissione a Cesare, affonda le dita nella ferita precedentemente provocata dal pugnale per squarciarla e procurarsi la morte. La grande fortuna iconografica riscontrata nel corso del Seicento da soggetti come questo, caratterizzati da una stoica resistenza per amore della propria dignità o libertà, è stata collegata a comuni sentimenti di malcontento e di ribellione indipendentista verificatisi a quel tempo - in primis nei Paesi Bassi settentrionali, ma con un'eco anche nei territori siciliani e all'interno dello stesso partito antispagnolo genovese - nei confronti del dominio spagnolo, sempre più opprimente a causa dello stato di decadenza e di grave crisi economica in cui ormai versava. (Zalapì in Palermo 1999, p. 149). Donato al Comune di Genova da Costantino Nigro, se ne ignora la precedente collocazione.
Appartamento di un amatore d'arte - camera da letto
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCM:
Collezione Costantino Nigro
PRDU:
1961
PRCT:
collezione
PRCQ:
privata
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 354
INVD:
1910, post
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
terzo quarto
DTM:
documentazione
DTSI:
1655
DTSV:
ca
DTSF:
1656
DTSL:
ca
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Langetti, Giovanni Battista
AUTA:
1635-1676
MTC
MTC:
olio su tela
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
95
MISL:
123
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Catone Uticense è ritratto a mezzo busto all'interno della sua tenda, nell'atto di toccare la ferita sanguinante aperta sul fianco sinistro con il pugnale che tiene stretto nella mano destra. Il capo ricciuto è avvolto in una benda bianca e il sangue cola dalla ferita al costato andando a macchiare il drappo che avvolge il fianchi di Catone.
Codifica Iconclass (DESI)
98B(CATO THE YOUNGER)68
DES
DESS:
personaggi: Catone Uticense
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto costituisce una della numerose repliche del “Suicidio di Catone” che il maestro eseguì durante la sua attività. La stesura pittorica densa, a larghi tocchi di colore, conferisce ulteriore drammaticità alla scena, già molto cruda, nella quale il repubblicano, incapace di accettare la sottomissione a Cesare, affonda le dita nella ferita precedentemente provocata dal pugnale per squarciarla e procurarsi la morte. La grande fortuna iconografica riscontrata nel corso del Seicento da soggetti come questo, caratterizzati da una stoica resistenza per amore della propria dignità o libertà, è stata collegata a comuni sentimenti di malcontento e di ribellione indipendentista verificatisi a quel tempo - in primis nei Paesi Bassi settentrionali, ma con un'eco anche nei territori siciliani e all'interno dello stesso partito antispagnolo genovese - nei confronti del dominio spagnolo, sempre più opprimente a causa dello stato di decadenza e di grave crisi economica in cui ormai versava. (Zalapì in Palermo 1999, p. 149). Donato al Comune di Genova da Costantino Nigro, se ne ignora la precedente collocazione.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
donazione
Nome (ACQN):
Costantino Nigro
Data acquisizione (ACQD):
1961
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
NVC
NVCT:
DM
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simoen
FTAD:
2023
FTAC:
PR_0354
FTAN:
PR_0354_5181
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Visconti, L.
FTAD:
2011
FTAN:
Langetti G.B._PR354
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
diapositiva colore
FTAN:
010581
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Boccardo P.
BIBD:
1992
BIBN:
p. 82
BIBA:
Stefani Mantovanelli
BIBD:
2011
BIBN:
pp. 148-149, cat. 19
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Carofano
BIBD:
2018
BIBN:
pp. 149-152
Citazione completa (BIL)
Titolo: Galleria di Palazzo Rosso, catalogo provvisorio (Genova)
Citazione completa (BIL)
Citazione completa (BIL):
Titolo: Quadri e vasi preziosi donati a Palazzo Rosso (Genova)
Citazione completa (BIL):
Titolo: Galleria di Palazzo Rosso, catalogo provvisorio (Genova)
Citazione completa (BIL):
Titolo: Galleria di Palazzo Rosso (Milano) / Boccardo P.