Link alla homepage logo musei di genova header

Suicidio di Catone Uticense

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
opera isolata
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Langetti, Giovanni Battista
AUTA:
1635-1676
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Catone Uticense è ritratto a mezzo busto all'interno della sua tenda, nell'atto di toccare la ferita sanguinante aperta sul fianco sinistro con il pugnale che tiene stretto nella mano destra. Il capo ricciuto è avvolto in una benda bianca e il sangue cola dalla ferita al costato andando a macchiare il drappo che avvolge il fianchi di Catone.
Codifica Iconclass (DESI)
98B(CATO THE YOUNGER)68
DES
DESS:
personaggi: Catone Uticense
Titolo (SGTT)
Suicidio di Catone Uticense
SGT
SGTI:
morte di Catone
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 354
INVD:
1910, post
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
terzo quarto
DTM:
documentazione
DTSI:
1655
DTSV:
ca
DTSF:
1656
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto costituisce una della numerose repliche del “Suicidio di Catone” che il maestro eseguì durante la sua attività. La stesura pittorica densa, a larghi tocchi di colore, conferisce ulteriore drammaticità alla scena, già molto cruda, nella quale il repubblicano, incapace di accettare la sottomissione a Cesare, affonda le dita nella ferita precedentemente provocata dal pugnale per squarciarla e procurarsi la morte. La grande fortuna iconografica riscontrata nel corso del Seicento da soggetti come questo, caratterizzati da una stoica resistenza per amore della propria dignità o libertà, è stata collegata a comuni sentimenti di malcontento e di ribellione indipendentista verificatisi a quel tempo - in primis nei Paesi Bassi settentrionali, ma con un'eco anche nei territori siciliani e all'interno dello stesso partito antispagnolo genovese - nei confronti del dominio spagnolo, sempre più opprimente a causa dello stato di decadenza e di grave crisi economica in cui ormai versava. (Zalapì in Palermo 1999, p. 149). Donato al Comune di Genova da Costantino Nigro, se ne ignora la precedente collocazione.