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Il Marchesato di Groppoli

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
coppia
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica,documentazione
AUTN:
Tavella, Carlo Antonio
AUTA:
1668-1738
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Dipinto raffigurante un paesaggio bucolico, con colline attraversate da corsi d'acqua e in lontananza il profilo di una catena montuosa.
Codifica Iconclass (DESI)
25H113
DES
DESS:
paesaggio: colline
Titolo (SGTT)
Il Marchesato di Groppoli
SGT
SGTI:
veduta del feudo di Groppoli
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 461
INVD:
1910, post
INVC:
Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVIII
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
documentazione
DTSI:
1729
DTSV:
ca
DTSF:
1729
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Dopo una giovanile formazione milanese, a partire dal 1688 Tavella soggiorna in Emilia e Toscana e probabilmente a Roma dove tuttavia la sua presenza non è direttamente documentata, accostandosi a quel filone di pittura di paesaggio più classicista e arcadico che vedeva in Gaspard Dughet il principale riferimento. Tornato a Milano nel 1695 si lega a Pieter Mulier detto il Tempesta fino alla morte di quest’ultimo, nel 1701; a partire da questa data si trasferisce definitivamente a Genova, città di origine della sua famiglia. Nella città ligure aveva già eseguito tra il 1691 e il 1692 i tre paesaggi ad affresco (in origine quattro) per le pareti della sala delle Arti liberali di palazzo Brignole-Sale, l’attuale Palazzo Rosso, prima testimonianza della sua attività artistica. Sempre per la famiglia Brignole-Sale realizza nel 1729 due vedute del feudo di Groppoli, possedimento situato in Lunigiana sulla sponda destra della valle del Magra che, nonostante si trovasse entro i confini del granducato di Toscana, diede il titolo di marchese alla famiglia genovese fin dal XVII secolo. Nel museo si conservano le due differenti versioni di questo soggetto, entrambe direttamente commissionate da Gio. Francesco II.