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Abramo licenzia Agar

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
ciclo
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
documentazione
AUTN:
Guidobono, Bartolomeo
AUTA:
1654-1709
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
L'opera raffigura Abramo mentre fornisce ad Agar e al figlioletto Ismaele, piangente, del pane e una brocca d'acqua prima di mandarli nel deserto. A sinistra compaiono le figure di Sara, che osserva la cacciata di Agar, e di Isacco, che trattenuto dalla madre volge lo sguardo dritto verso l'osservatore. Sullo sfondo un'ara sacrificale è avvolta tra tralci di vegetazione.
Codifica Iconclass (DESI)
71C1282
DES
DESS:
Personaggi: Abramo; Agar; Ismaele; Sara; Isacco. Abbigliamento: mantello; veste; mantello; mantello. Oggetti: ara; bastone; borraccia; pane.
Titolo (SGTT)
Abramo licenzia Agar
SGT
SGTI:
Abramo e Agar
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 28
INVD:
1910, post
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
fine
DTM:
documentazione
DTSI:
1694
DTSV:
post
DTSF:
1696
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto fa parte di un ciclo di quattro tele commissionate al Guidobono da gio. Francesco I Brignole-Sale, pagate fra il 1694 e il 1696 e destinate ad essere collocate come soprapporta del salone al secondo piano di palazzo rosso. Tali quadri dovevano essere affiancati, a due a due, all’“Historia di Aurora” di Domenico Piola e al perduto “Rapimento delle Sabine” di Valerio Castello, entrambi acquistati da Ridolfo Brignole-Sale nel 1679. È evidente che nessun nesso logico legava i soggetti delle sei opere e che queste, a loro volta, non avevano rapporti iconografici col perduto affresco della volta, opera di Gregorio De Ferrari, raffigurante il mito di Fetonte e anch'esso commissionato da Gio. Francesco I. Per quanto concerne il soggetto delle tele del Guidobono, esse narrano le vicende di Lot, tratte dal libro della Genesi.

Opere e Oggetti d'Arte