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L'incredulità di san Tommaso

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
opera isolata
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Strozzi, Bernardo
AUTA:
1582-1644
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
L'opera raffigura in un formato a mezzo busto l'episodio in cui San Tommaso viene invitato da Cristo a toccare le sue ferite e a ricredersi sulla sua resurrezione. San Tommaso, osservato da altri due apostoli, viene guidato da Gesù a tastare la ferita sul costato.
Codifica Iconclass (DESI)
73E364
DES
DESS:
Personaggi: Cristo; San Tommaso. Figure: apostoli. Abbigliamento: sudario; camicia; giubba.
Titolo (SGTT)
Incredulità di san Tommaso
SGT
SGTI:
incredulità di San Tommaso
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 74
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1620
DTSV:
post
DTSF:
1625
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Bernardo Strozzi realizzò diverse versioni di questo soggetto. Quella di Palazzo Rosso risulta l'unica identificabile fra le tre citate da Carlo Giuseppe Ratti rispettivamente nel palazzo di Giacomo Gentile, in quello dei fratelli Grimaldi e in quello, appunto, di Anton Giulio III Brignole-Sale (Ratti 1780, pp. 131, 136, 254): una delle prime due potrebbe essere quella pubblicata da Bonzi e successivamente catalogata da Mortari (1966) come proprietà Favre Repetto. Una “Incredulità di san Tommaso" del pittore è custodita nel Museo de Arte di Ponce (cat. 25) mentre un’altra, di minore qualità, si trova nella Pinacoteca di Voltaggio (Orlando, Sanguineti 2019, p. 349). Per la costruzione della scena, Strozzi può essersi facilmente ispirato a quella del grande capolavoro caravaggesco di analogo soggetto, realizzato a Roma vent'anni prima per Vincenzo Giustiniani. A Genova, infatti, almeno dal 1606 una copia del dipinto si trovava all'interno della collezione di Orazio Di Negro (Přibyl in Praga 2010, n. III.9). Tuttavia, la particolare cromia e la resa della figura di Cristo testimoniano l'elevata influenza esercitata sul pittore dalla coeva pittura fiamminga, in particolare di Antoon van Dyck.