L'opera raffigura in un formato a mezzo busto l'episodio in cui San Tommaso viene invitato da Cristo a toccare le sue ferite e a ricredersi sulla sua resurrezione. San Tommaso, osservato da altri due apostoli, viene guidato da Gesù a tastare la ferita sul costato.
Codifica Iconclass (DESI)
73E364
DES
DESS:
Personaggi: Cristo; San Tommaso. Figure: apostoli. Abbigliamento: sudario; camicia; giubba.
Titolo (SGTT)
Incredulità di san Tommaso
SGT
SGTI:
incredulità di San Tommaso
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 74
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1620
DTSV:
post
DTSF:
1625
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Bernardo Strozzi realizzò diverse versioni di questo soggetto. Quella di Palazzo Rosso risulta l'unica identificabile fra le tre citate da Carlo Giuseppe Ratti rispettivamente nel palazzo di Giacomo Gentile, in quello dei fratelli Grimaldi e in quello, appunto, di Anton Giulio III Brignole-Sale (Ratti 1780, pp. 131, 136, 254): una delle prime due potrebbe essere quella pubblicata da Bonzi e successivamente catalogata da Mortari (1966) come proprietà Favre Repetto. Una “Incredulità di san Tommaso" del pittore è custodita nel Museo de Arte di Ponce (cat. 25) mentre un’altra, di minore qualità, si trova nella Pinacoteca di Voltaggio (Orlando, Sanguineti 2019, p. 349). Per la costruzione della scena, Strozzi può essersi facilmente ispirato a quella del grande capolavoro caravaggesco di analogo soggetto, realizzato a Roma vent'anni prima per Vincenzo Giustiniani. A Genova, infatti, almeno dal 1606 una copia del dipinto si trovava all'interno della collezione di Orazio Di Negro (Přibyl in Praga 2010, n. III.9). Tuttavia, la particolare cromia e la resa della figura di Cristo testimoniano l'elevata influenza esercitata sul pittore dalla coeva pittura fiamminga, in particolare di Antoon van Dyck.
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCD:
Palazzo Rosso
PRCM:
Collezione Gio. Francesco II Brignole-Sale
PRDI:
1717
PRCT:
palazzo
PRCQ:
gentilizio
TCL:
luogo di provenienza
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCM:
Collezione Giuseppe Maria Durazzo
PRDI:
1672
PRDU:
1717
PRCT:
collezione
PRCQ:
privata
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 74
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1620
DTSV:
post
DTSF:
1625
DTSL:
ante
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Strozzi, Bernardo
AUTA:
1582-1644
MTC
MTC:
olio su tela
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
101
MISL:
97.5
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Restauri (RST)
RSTN_BLOCK:
RUBINACCI P.
RSTD:
1959
RSTN:
PODIO D.
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
L'opera raffigura in un formato a mezzo busto l'episodio in cui San Tommaso viene invitato da Cristo a toccare le sue ferite e a ricredersi sulla sua resurrezione. San Tommaso, osservato da altri due apostoli, viene guidato da Gesù a tastare la ferita sul costato.
Codifica Iconclass (DESI)
73E364
DES
DESS:
Personaggi: Cristo; San Tommaso. Figure: apostoli. Abbigliamento: sudario; camicia; giubba.
Notizie storico-critiche (NSC)
Bernardo Strozzi realizzò diverse versioni di questo soggetto. Quella di Palazzo Rosso risulta l'unica identificabile fra le tre citate da Carlo Giuseppe Ratti rispettivamente nel palazzo di Giacomo Gentile, in quello dei fratelli Grimaldi e in quello, appunto, di Anton Giulio III Brignole-Sale (Ratti 1780, pp. 131, 136, 254): una delle prime due potrebbe essere quella pubblicata da Bonzi e successivamente catalogata da Mortari (1966) come proprietà Favre Repetto. Una “Incredulità di san Tommaso" del pittore è custodita nel Museo de Arte di Ponce (cat. 25) mentre un’altra, di minore qualità, si trova nella Pinacoteca di Voltaggio (Orlando, Sanguineti 2019, p. 349). Per la costruzione della scena, Strozzi può essersi facilmente ispirato a quella del grande capolavoro caravaggesco di analogo soggetto, realizzato a Roma vent'anni prima per Vincenzo Giustiniani. A Genova, infatti, almeno dal 1606 una copia del dipinto si trovava all'interno della collezione di Orazio Di Negro (Přibyl in Praga 2010, n. III.9). Tuttavia, la particolare cromia e la resa della figura di Cristo testimoniano l'elevata influenza esercitata sul pittore dalla coeva pittura fiamminga, in particolare di Antoon van Dyck.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
donazione
Nome (ACQN):
Maria Brignole-Sale De Ferrari
Data acquisizione (ACQD):
1874
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
NVC
NVCT:
DM
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PR_074
FTAN:
PR_074_3933
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia colore
FTAN:
010487
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
diapositiva b-n
FTAN:
18747/NEG AFBA B 71/7
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
diapositiva b-n
FTAN:
18748/NEG AFBA B 64
FTAT:
Durante il restauro.
Citazione completa (BIL)
Pitture e quadri 1756, p. VI; Cochin 1758, II, p. 259; Ratti 1766, p. 231; Ratti 1780, p. 254; Lanzi 1793, p. 78; Catalogo dei quadri...1813, p. 5; Lanzi 1809, V, p. 213; Descrizione...1818, p. 141; Catalogo...1829, p. 5; Alizeri 1846-1847, II, p. 386-387; Gandolfi 1846, p. 287; Burckhardt 1855, p. 1123; Catalogo...1861, p. 9; Alizeri 1875, p. 165; Jacobsen 1896, p. 98; Suida 1906, p. 171; Grosso 1909, p. 72; Grosso 1910, p. 119; Jacobsen 1911, p. 193; Grosso 1912, p. 30; Grosso 1914, p. 189;
Citazione completa (BIL)
Citazione completa (BIL):
Fiocco 1921, p. 8; Grosso 1931, p. 53, Grosso 1932, p. 354; Bonzi 1943; Mortari 1955, pp. 316, 329; Mortari 1966, pp. 115-116; Donzelli, Pilo 1967, p. 385; Pesenti 1986, p. 63; Torriti 1987, p. 28; Boccardo 1988, pp. 102-102; Perissa Torrini in Horta 1990, p. 110; Galassi 1992, p. 50; Boccardo in Genova 1995, p. 158; Algeri 1995, p. 129; Lucy in Spicer 1995, n. 13; Přibyl in Praga 2010, n. III.9; Manzitti 2012, pp. 148-149