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Cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte, poi Papa Giulio III

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
OGTT:
ritratto
Identificazione (OGTV):
opera isolata
Autore (AUT)
AUTS:
attribuito
AUTR:
esecutore
AUTM:
bibliografia
AUTN:
Fontana, Prospero
AUTA:
1512-1597
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Olio su tela raffigurante Giovan Maria Ciocchi del Monte seduto su una poltrona dall'alto schienale e vestito con l'abito cardinalizio.
Codifica Iconclass (DESI)
61B2(GIOVANNI MARIA CIOCCHI DEL MONTE)11
DES
DESS:
Personaggi: Giovan Maria Ciocchi del Monte. Abbigliamento: abito cardinalizio. Oggetti: poltrona.
Titolo (SGTT)
Cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte, poi Papa Giulio III
SGT
SGTI:
ritratto virile
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 55
INVD:
1910, post
DTZ
DTZG:
sec. XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
secondo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1540
DTSV:
post
DTSF:
1545
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
La prima citazione della tela si trova nell'elenco delle opere del pittore Nicolò Régnier come ritratto del cardinal Monte di Sebastiano del Piombo. Con tale attribuzione compare anche nei libri dei conti di Giuseppe Maria Durazzo, che lo acquistò nel 1670. Nei primi cataloghi di Palazzo Rosso, quello manoscritto del 1748 e quello a stampa del 1756, risulta riferito al Padovanino, mentre, a partire da quello del 1813, compare il nome di Scipione Pulzone, accolto pure da Alizeri (1846), il quale identificò l’effigiato nel cardinal Felice Peretti, poi papa Sisto V, forse per via dei tre monti sui pomoli dello schienale della poltrona che figurano anche nell'arma araldica del porporato. Grosso preferì, dapprima, lasciare l'opera nell'anonimato (1909), recuperò poi il nome del Padovanino (1910, 1912) e solo nell'ultimo catalogo ritornò al riferimento a Pulzone. Da ultimo e indipendentemente, D. Benati e F. Zeri hanno ascritto il dipinto a Prospero Fontana. Le due redazioni del ritratto di papa Giulio III (Bologna, Biblioteca universitaria; Milano, Vendita Spinelli, galleria Pesaro 11 giugno 1928), hanno consentito di identificare il porporato della tela di Palazzo Rosso con il cardinale Giovan Maria Ciocchi del Monte (1487-1555) che, divenuto papa nel 1550, prese appunto il nome di Giulio III. Le vicende biografiche del futuro papa forniscono, peraltro, un elemento utilissimo per il riferimento cronologico dell'opera che va ascritta ai primi anni del quinto decennio del Cinquecento.