dipinto su tavola raffigurante il dottor Francesco Filetto.
Codifica Iconclass (DESI)
61B2(Francesco Filetto)
Titolo (SGTT)
Ritratto di Francesco Filetto
SGT
SGTI:
ritratto virile
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 93
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
secondo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1520
DTSV:
ca
DTSF:
1530
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tavola di pioppo
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola è da identificarsi con "il ritratto di dottore" attribuito all' Holbein che compare nella quadreria Brignole-Sale già nel 1694. Nei cataloghi settecenteschi, invece, è forse da riconoscere nel dipinto attribuito ad Andrea Schiavone e, in seguito (dal 1813 al 1895), riferito allo stile di Giovanni Bellini o del maestro stesso. Burckhardt (1855) fece il nome di Giorgione, mentre Jacobsen (1896) sembrò propendere per Sebastiano del Piombo. Il primo ad avanzare il nome di Bernardino Licinio fu Franzoni (1895) e tale attribuzione venne accolta da tutta la critica seguente (Suida, 1906; Grosso, 1909, 1910, 1912, 1932, 1935; Jacobsen, 1911; Venturi, 1928; Berenson, 1932, 1936). Francesco Filetto era dottore in legge, un avvocato, che, dalle poche informazioni rintracciabili su di lui, fu «uno dei più grandi causidici di questa terra», guadagnando «ogni anno almeno 3.000 scuti di lite» (Lettera di Bernardo Sandro a Thomas Starkey, del 25 giugno 1535, citata in Trebbi 1996). Veneziano, fece una brillante carriera che tra il 1520 e il 1530 lo portò vicino all'elezione a "cancellier grande" della Repubblica di Venezia. Sembra fosse anche un appassionato d'arte e committente di Tiziano: a Vienna, infatti, si conservano due frammenti di ciò che in origine forse costituiva il ritratto suo e di suo figlio realizzato dal grande pittore, anche se in questo caso l'identificazione del soggetto con Filetto non è pienamente accettata dalla critica.
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCM:
collezione Giuseppe Maria Durazzo
PRCS:
Il dipinto è ipoteticamente riconoscibile nell'opera acquistata nel 1670 da Giuseppe Maria Durazzo - e successivamente confluito nel patrimonio Brignole-Sale per via ereditaria - allora definita un "ritratto di dottore di Paris Bordon".
PRDI:
1670
TCL:
luogo di provenienza
PRCM:
collezione Gio. Francesco I Brignole-Sale
PRCS:
Il dipinto è sicuramente attestato nella collezione Brignole-Sale almeno a partire dal 1694, quando compare nell'inventario di Gio. Francesco I.
PRDI:
ante 1694
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PR 93
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
DTZ
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
secondo quarto
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1520
DTSV:
ca
DTSF:
1530
DTSL:
ca
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Licinio, Bernardino
AUTA:
1485 -1550
Altre attribuzioni (AAT)
Hans Holbein, Andrea Schiavone, Giovanni Bellini, Giorgione
MTC
MTC:
olio su tavola di pioppo
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
110
MISL:
95
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Restauri (RST)
RSTD:
1863
RSTN:
G. Isola
RSTD:
1902
RSTN:
O. Orfei
RSTD:
1958
RSTN:
Fusi e Mattioli
RSTD:
1960
RSTN:
A. Zampieri
RSTD:
2024
RSTN:
Laboratorio delle Scuole Pie
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
dipinto su tavola raffigurante il dottor Francesco Filetto.
Codifica Iconclass (DESI)
61B2(Francesco Filetto)
Iscrizioni (ISR)
ISRC:
documentaria
ISRL:
LATINO
ISRS:
a pennello
ISRT:
lettere capitali
ISRP:
in basso, a sinistra
ISRI:
FRANC PHILETUS DOCTOR
Notizie storico-critiche (NSC)
La tavola è da identificarsi con "il ritratto di dottore" attribuito all' Holbein che compare nella quadreria Brignole-Sale già nel 1694. Nei cataloghi settecenteschi, invece, è forse da riconoscere nel dipinto attribuito ad Andrea Schiavone e, in seguito (dal 1813 al 1895), riferito allo stile di Giovanni Bellini o del maestro stesso. Burckhardt (1855) fece il nome di Giorgione, mentre Jacobsen (1896) sembrò propendere per Sebastiano del Piombo. Il primo ad avanzare il nome di Bernardino Licinio fu Franzoni (1895) e tale attribuzione venne accolta da tutta la critica seguente (Suida, 1906; Grosso, 1909, 1910, 1912, 1932, 1935; Jacobsen, 1911; Venturi, 1928; Berenson, 1932, 1936). Francesco Filetto era dottore in legge, un avvocato, che, dalle poche informazioni rintracciabili su di lui, fu «uno dei più grandi causidici di questa terra», guadagnando «ogni anno almeno 3.000 scuti di lite» (Lettera di Bernardo Sandro a Thomas Starkey, del 25 giugno 1535, citata in Trebbi 1996). Veneziano, fece una brillante carriera che tra il 1520 e il 1530 lo portò vicino all'elezione a "cancellier grande" della Repubblica di Venezia. Sembra fosse anche un appassionato d'arte e committente di Tiziano: a Vienna, infatti, si conservano due frammenti di ciò che in origine forse costituiva il ritratto suo e di suo figlio realizzato dal grande pittore, anche se in questo caso l'identificazione del soggetto con Filetto non è pienamente accettata dalla critica.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
donazione
Nome (ACQN):
Maria Brignole-Sale De Ferrari
Data acquisizione (ACQD):
1874
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
NVC
NVCT:
DM
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
18619 B/ 87-9
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
18623 ALINARI 30250
Citazione completa (BIL)
Pitture e quadri 1756, p. 10; Ratti 1780, p. 256; Déscription 1781, p. 88; Déscription 1788, p. 183; Déscription 1792, p. 183; Catalogo de' quadri appartenenti al sig. Conte Antonio Brignole Sale 1813, p. 6, n. 56; Descrizione da un anonimo 1818 (ed. 1969), p. 147; Nouvelle Déscription 1819, p. 138; Nouvelle Déscription 1826, p. 126; Catalogo dei quadri appartenenti il sig. Marchese Antonio Brignole Sale 1829, p. 7, n. 58; Nouveau guide 1830, p. 136; Spotorno in Casalis 1840, VII, p. 764;
Citazione completa (BIL)
Citazione completa (BIL):
Alizeri 1847, II, 1, p. 388; Burckhardt 1855 (ed. 1952), p. 1049; Catalogo dei quadri della Galleria di S. E. il March. Antonio Brignole Sale 1861, p. 13, n. 57; Atto di cessione 1874, p. 43, n. 59; Alizeri 1875, p. 166; Frizzoni in Archivio Storico dell'Arte, I, 1895, p. 97; Jacobsen in Archivio Storico dell'Arte, II, 1896, p. 100; Suida 1906, p. 143; Grosso 1909, p. 75; Grosso 1910, p. 124; Jacobsen in Repertorium für Kunstwissenschaft, XXXIV, 1911, p. 195; Grosso 1912, p. 38;
Citazione completa (BIL):
Venturi 1928, IX, III, p. 481; Berenson 1932, p. 283; Grosso 1932, p. 57; Grosso 1935; Berenson 1936, p. 243; Catalogo provvisorio della Galleria di Palazzo Rosso 1961, p. 14; Catalogo 1964, p. 14; Catalogo 1971, p. 13; Panizzutt in Genova 2024, pp. 62-66.
Mostre (MST)
MSTT:
I libri nell'arte. Dal medioevo all'età contemporanea