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Paesaggio con pescatori e rovine

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
opera isolata
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica,analisi iconografica,bibliografia
AUTN:
Travi, Antonio detto il Sestri
AUTA:
Genova 1608-1665
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Scorcio di costa che richiama singolarmente i golfi liguri, sulla quale domina la rovina di un edificio monumentale. Il paesaggio è animato da tante piccole figure, indaffarate in diverse attività quotidiane: alcuni pescatori conversano tra di loro dopo essere rientrati da una lunga giornata di lavoro, altri si riposano volgendo il capo verso l'alto per godere del tepore della luce del sole; sullo sfondo, invece, alcuni uomini si muovono intorno alla barca ormeggiata.
Codifica Iconclass (DESI)
25I9
DES
DESS:
paesaggio: costa
Titolo (SGTT)
Paesaggio con pescatori e rovine
SGT
SGTI:
paesaggio con rovine
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 1693
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
analisi stilistica,analisi iconografica
DTSI:
1640
DTSV:
ca
DTSF:
1640
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto in oggetto risale al periodo in cui il Sestri raggiunse la piena maturità stilistica, ovvero gli anni Quaranta del Seicento, in cui l'artista inizia a dipingere paesaggi costieri punteggiati di fantasiose rovine, casolari o torri d'avvistamento diroccate, con pescatori ritratti mentre recuperano le reti o si riposano dalle fatiche del lavoro. Questo accadde dopo il viaggio di formazione svolto a Roma nel 1625 a seguito del suo maestro Bernardo Strozzi. Qui poté studiare e meditare in particolare sui ruinisti romani e i maestri nordeuropei, come Bartholomeus Brunberg, sulla scia delle suggestioni della giovinezza dagli artisti fiamminghi attivi a Genova, primo tra tutti Goffredo Waals, dal quale fu attratto per una poesia più umile e raccolta nel paesaggio, ora vissuto osservando le coste luminose della Liguria, ora sognato e arricchito di fantastiche rovine, di templi cadenti, grotte e piccoli paesi abbandonati; un paesaggio comunque calato in un dolce e sereno abbandono.