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Il profeta Isaia e il re Ezechia morente

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
coppia
Posizione (OGTP):
1/2
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Fiasella, Domenico detto il Sarzana
AUTA:
Sarzana 1589 - Genova 1669
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Il profeta Isaia, accanto a re Ezechia a letto, ritratto con la corona accanto, è l'uomo in primo piano con la mano levata, intento a dire al re che la sua ora è giunta. All'annuncio dell'approssimarsi della morte il sovrano si dispera: questo atteggiamento è ripreso dalle altre figure che ne circondano il giaciglio.
Codifica Iconclass (DESI)
71L2441
Titolo (SGTT)
Il profeta Isaia e il re Ezechia morente
SGT
SGTI:
Isaia annunzia al re Ezechia la prossima morte
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 1403
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
secondo quarto
DTM:
confronto,analisi stilistica
ADT:
post 1650 (Marcenaro)
DTSI:
1640
DTSV:
ca
DTSF:
1641
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
L'opera è conservata nei Musei di Strada Nuova en pendant con "Sansone e Dalila", così come l'Alizeri le citava, insieme, all'interno del palazzo dei marchesi Cambiaso in via Garibaldi.
Imponente dal punto di vista dimensionale e scenografica per la teatralità della messa in scena, la tela mostra il miglior Fiasella narratore: rappresenta la morte di Ezechia circondato da una serie di personaggi colti in atteggiamenti rispecchianti la diversità dei loro temperamenti.
L'artista mostra di aver assimilato molti elementi dalla pittura locale contemporanea, tanto nell'impaginazione della scena, quanto nella distribuzione della luce e delle ombre. L'uomo seduto, che scruta attentamente attraverso gli occhiali se esce ancora il respiro dalla bocca di Ezechia, ricorda ancora le figure di Caravaggio; mentre il giovane dalla veste rossa, che volge lo sguardo verso l'alto facendosi solecchio con la mano, evoca lo stile sia di Gio. Andrea De Ferrari che di Van Dyck. Inoltre, è chiara l'impressione del mondo caravaggesco, soprattutto nelle citazioni puntuali dalla "Vocazione di S. Matteo" di S. Luigi dei Francesi a Roma: la mano di Isaia richiama esattamente quella di Cristo nella tela caravaggesca, ma non gode qui della stessa importanza conferitale dal fascio di luce.

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