Il monaco eremita Girolamo è ritratto con alcuni suoi attributi tioici: nella mano destra stringe la pietra, mentre con la sinistra solleva da un ripiano ingombro di libri e un teschio un crocifisso di legno.
Codifica Iconclass (DESI)
11H(JEROME)
DES
DESS:
personaggi: San Gerolamo
Titolo (SGTT)
San Girolamo
SGT
SGTI:
San Gerolamo
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 1381
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTSI:
1620
DTSV:
post
DTSF:
1655
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Precedentemente attribuito a un anonimo pittore emiliano del XVII secolo, il dipinto è stato successivamente restituito al catalogo del poco noto Hendrick de Somer grazie alla scoperta della firma dell'artista all'interno di un altro dipinto, raffigurante sempre San Gerolamo, conservato alla Galleria Borghese di Roma, con il quale molti sono i punti di contatto riscontrati, a partire proprio dal soggetto, molte volte replicato dall'artista. Nato ad Amsterdam nel 1602 (Bielen 2021, p. 1), dopo un primo periodo di apprendistato, Hendrick si stabilì a Napoli intorno al 1622, dove visse e operò per tutta la sua vita fino al 1655/1656, quando probabilmente morì a causa della grave epidemia di peste che in quegli anni colpì vari centri italiani. A Napoli, abitò nel quartiere di San Giuseppe Maggiore e lavorò presso la bottega di Jusepe de Ribera (Osnabrugghe 2019).
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
IM
PRVC:
Imperia
PRVL:
Porto Maurizio
PRCM:
Collezione G. Frascheri
PRDI:
1866
PRDU:
1886-1892 circa
PRCT:
collezione
PRCQ:
privata
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 1381
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTSI:
1620
DTSV:
post
DTSF:
1655
DTSL:
ante
Autore (AUT)
AUTS:
attribuito
AUTR:
pittore
AUTM:
analisi stilistica,confronto
AUTN:
De Somer, Hendrick
AUTA:
1602 - 1655 circa
Altre attribuzioni (AAT)
anonimo italiano del sec. XVII
MTC
MTC:
olio su tela
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
137
MISL:
97
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Restauri (RST)
RSTD:
2001
RSTN:
M. Oberto
RSTD:
1953
RSTN:
P. Rubinacci
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Il monaco eremita Girolamo è ritratto con alcuni suoi attributi tioici: nella mano destra stringe la pietra, mentre con la sinistra solleva da un ripiano ingombro di libri e un teschio un crocifisso di legno.
Codifica Iconclass (DESI)
11H(JEROME)
DES
DESS:
personaggi: San Gerolamo
Notizie storico-critiche (NSC)
Precedentemente attribuito a un anonimo pittore emiliano del XVII secolo, il dipinto è stato successivamente restituito al catalogo del poco noto Hendrick de Somer grazie alla scoperta della firma dell'artista all'interno di un altro dipinto, raffigurante sempre San Gerolamo, conservato alla Galleria Borghese di Roma, con il quale molti sono i punti di contatto riscontrati, a partire proprio dal soggetto, molte volte replicato dall'artista. Nato ad Amsterdam nel 1602 (Bielen 2021, p. 1), dopo un primo periodo di apprendistato, Hendrick si stabilì a Napoli intorno al 1622, dove visse e operò per tutta la sua vita fino al 1655/1656, quando probabilmente morì a causa della grave epidemia di peste che in quegli anni colpì vari centri italiani. A Napoli, abitò nel quartiere di San Giuseppe Maggiore e lavorò presso la bottega di Jusepe de Ribera (Osnabrugghe 2019).
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
legato
Nome (ACQN):
G. Frascheri
Data acquisizione (ACQD):
1886
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PB_1381
FTAN:
PB_1381_2795
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAD:
2013
FTAN:
PB 1381_VAN SOMER H.
FTAT:
San Gerolamo.
FTAF:
tif
Citazione completa (BIL)
Grosso 1932, p. 186; "Galleria di Palazzo Bianco" 1953-1965, p. 14; A. Podestà in "Studi di Storia dell'Arte" 1971, pp. 253-255