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Studi per una "Deposizione"

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
pendant
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Strozzi, Bernardo
AUTA:
1582-1644
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Studio preparativo per la deposizione di Cristo. Il corpo seminudo è steso a terra e di fronte a esso un uomo è tratteggiato con le mani giunte in preghiera. Al di sopra è dipinta un'altra sagoma per lo studio del corpo di Cristo.
Codifica Iconclass (DESI)
73D7211
DES
DESS:
personaggi: Cristo
Titolo (SGTT)
Studi per una "Deposizione"
SGT
SGTI:
Deposizione di Cristo
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 1085
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
primo quarto
DTM:
data
DTSI:
1620
DTSV:
ca
DTSF:
1620
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
La tela è strettamente collegata alla pala con il "Compianto di Cristo" realizzata da Bernardo Strozzi per la chiesa conventuale dei Cappuccini di Friburgo. Tale opera è poco conosciuta ma molto documentata attraverso alcune tracce della fase progettuale. In particolare, la prima ideazione dell'intera scena, tracciata velocemente a penna e inchiostro, è conservata presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (inv. 7130S), mentre quella in analisi in questa sede è una bozza parziale recante la primitiva postura scelta per Cristo e, nella parte superiore, decurtata, quella definitiva, poi confluita altresì nel "Compianto" conservato al Cleveland Museum of Art (Genova 2019, pp. 63-64). Nel disegno degli Uffizi, la composizione è dominata dalla croce vuota che si staglia contro il cielo occupando la parte superiore del foglio. A questa prima fase di studio si avvicina un disegno conservato alla Kunsthalle di Amburgo (inv. 24.069) raffigurante un braccio destro privo di vita simile a quello del "Compianto" di Palazzo Bianco. Esso costituisce un elemento significativo per la ricostruzione dei processi compositivi dell'artista. Inoltre, è interessante notare che la testa del Salvatore non corrisponde affatto alle consuete tipologie iconografiche, e si può ipotizzare che essa sia il frutto di uno studio dal vero (Boccardo, 1995, n. 16, p. 128).