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Allegoria della Giustizia

Musei di Strada Nuova
Definizione bene (OGT)
OGTD:
dipinto
Identificazione (OGTV):
serie
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
documentazione
AUTN:
De Ferrari, Giovanni Andrea
AUTA:
1598-1669
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
Personificazione della Giustizia , raffigurata come una donna seduta, vestita di elmo e corazza con le braccia tese a reggere una bilancia nella mano sinistra e una spada e un libro nella destra.
Codifica Iconclass (DESI)
44G0
DES
DESS:
allegorie-simboli: figure femminili
Titolo (SGTT)
Allegoria della Giustizia
SGT
SGTI:
Giustizia
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 966
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTM:
data
DTSI:
1620
DTSV:
ca
DTSF:
1630
DTSL:
ca
MTC
MTC:
olio su tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto, realizzato da Giovanni Andrea de Ferrari tra il 1620 e il 1630, costituisce una variante di minori dimensioni - e probabilmente anteriore nel tempo - dell'Allegoria della Giustizia che l'artista realizzò, insieme all'Allegoria della Temperanza, per il ciclo di quattro tele dedicato alle Virtù cardinali, destinato agli appartamenti dogali di Palazzo Ducale, dove ancora nel 1846 le vide Federico Alizeri. Le altre due tele del ciclo, raffiguranti la Fortezza e la Prudenza, vennero realizzate rispettivamente da Andrea Ansaldo e Domenico Fiasella. Rispetto alla Giustizia di quella serie (PB 491), oltre a presentare dimensioni inferiori, nella parte alta della composizione gli oggetti tenuti in mano dalla Giustizia risultano invertiti (la bilancia nella mano sinistra, il libro e la spada nella mano destra). Il motto latino vergato sulle pagine del libro, "INCONCVSSA VIGEAT", fa riferimento all'infallibilità della Giustizia e, per estensione, di Genova stessa.