Il dipinto rappresenta l'episodio raccontato nell'"Ab Urbe Condita" di Tito Livio (Libro I, cap. 39), nel quale il giovane Servio Tullio, figlio di una schiava, fu oggetto di un evento miracoloso che spinse il re di Roma Tarquinio e la regina Tanaquil ad adottarlo come proprio figlio ed erede. Nella notte, infatti, intorno ai suoi capelli si formò una corona di fiamme, che non disturbò il suo sonno e svanì al risveglio. Invano la folla accorse per cercare spegnere il misterioso incendio: come si vede nella scena dipinta da Assereto, fu proprio la regina Tanaquil a fermarli, riconoscendo la miracolosità dell'evento mentre il piccolo Servio Tullio è addormentato e ignaro del clamore. In un'ambientazione dai toni cupi della notte, le fiamme rischiarano i corpi delle figure, ma sono i gesti delle mani a costruire realmente la scena e a condurre lo sguardo dell'osservatore all'interno della densa composizione.
Il soggetto della tela potrebbe alludere al conflitto fra nobili vecchi e nuovi o agli sforzi dei popolari di accedere alla classe nobiliare. È uno dei capolavori dell’Assereto e ha un fortissimo impatto emozionale, dovuto anche alla predominanza del colore caldo illuminato da bagliori. Da questa versione deriva la copia della Cassa di Risparmio di Genova, in cui la tensione espressiva in parte si dissolve, sia per l’adattamento a un diverso formato, sia per le varianti nel gruppo dei personaggi di destra.
Il dipinto rappresenta l'episodio raccontato nell'"Ab Urbe Condita" di Tito Livio (Libro I, cap. 39), nel quale il giovane Servio Tullio, figlio di una schiava, fu oggetto di un evento miracoloso che spinse il re di Roma Tarquinio e la regina Tanaquil ad adottarlo come proprio figlio ed erede. Nella notte, infatti, intorno ai suoi capelli si formò una corona di fiamme, che non disturbò il suo sonno e svanì al risveglio. Invano la folla accorse per cercare spegnere il misterioso incendio: come si vede nella scena dipinta da Assereto, fu proprio la regina Tanaquil a fermarli, riconoscendo la miracolosità dell'evento mentre il piccolo Servio Tullio è addormentato e ignaro del clamore. In un'ambientazione dai toni cupi della notte, le fiamme rischiarano i corpi delle figure, ma sono i gesti delle mani a costruire realmente la scena e a condurre lo sguardo dell'osservatore all'interno della densa composizione.
Il soggetto della tela potrebbe alludere al conflitto fra nobili vecchi e nuovi o agli sforzi dei popolari di accedere alla classe nobiliare. È uno dei capolavori dell’Assereto e ha un fortissimo impatto emozionale, dovuto anche alla predominanza del colore caldo illuminato da bagliori. Da questa versione deriva la copia della Cassa di Risparmio di Genova, in cui la tensione espressiva in parte si dissolve, sia per l’adattamento a un diverso formato, sia per le varianti nel gruppo dei personaggi di destra.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
acquisto
Nome (ACQN):
P. Rubinacci
Data acquisizione (ACQD):
1959
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Visconti, Luigino
FTAD:
2022
FTAN:
ASSERETO G._PR0037
FTAT:
Servio Tullio con le chiome in fiamme.
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PR_337
FTAN:
PR_337_3118
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
Neg A. 22/8
Citazione completa (BIL)
Pesenti 1986, p. 385; Di Fabio 1991, p. 70; Palazzi in San Pietroburgo 2002-2003, pp. 70-71; Luig in Berlino 2003, p. 104