La donna ritratta a mezzo busto è raffigurata di tre quarti, a seno nudo e con l'aspide e una flacone nella mano destra. Il volto è sofferente, la posa languida, le forme tornite e sfumate.
La Maddalena è uno dei soggetti ricorrenti nelle opere di Domenico Puligo (Loreto 2016, p. 56). Questo vale soprattutto per quanto riguarda la produzione tarda del pittore in cui, accanto alle figure femminili di tre quarti, si affiancano varianti come quella delle giovani donne in veste di Maddalena.
È abitudine del pittore riproporre formule compositive adattandole di volta in volta ai singoli dipinti: anche in questo caso l'opera mostra una figura di tre quarti, tagliata a mezzo busto, con un richiamo alle opere di Leonardo da Vinci per quel che riguarda lo sfumato e la resa morbida delle superfici sfocate nei contorni. L'adesione di Puligo alla poetica leonardesca si esprime particolarmente in alcune figure che secondo Vasari costituirono parte rilevante delle opere dell'artista, tra cui appunto Cleopatra e la Maddalena.
Nella tavola in esame, si può notare la corrispondenza con il tipo iconografico di Cleopatra. Quest'iconografia, che presenta la donna a mezzo busto, con seni scoperti e mani e braccia in vista, deriva anch'essa dalle opere di Leonardo e viene spesso utilizzata per la raffigurazione di personaggi storici, biblici o mitologici. Tuttavia, è probabile che lo scopo dei dipinti di Puligo derivasse dalla consuetudine, affermata nell'Italia centrale tra Quattro e Cinquecento, di decorare le stanze private con immagini allegoriche tratte dai testi antichi, quali esempi di vizi e virtù, rispettivamente da evitare e seguire (Capretti in "Antichità Viva", XXXII, 1993, pp. 5-12).
Altre localizzazioni geografico-amministrative (LA)
PRVS:
Italia
PRVR:
Liguria
PRVP:
GE
PRVC:
Genova
PRCM:
G. Ricci
PRDU:
1892
PRCT:
collezione
PRCQ:
privata
TCL:
luogo di provenienza
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 287
INVC:
Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco
DTZ
DTZG:
XVI
DTZG:
XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
prima metà
DTM:
data
DTSI:
1501
DTSF:
1527
Autore (AUT)
AUTR:
esecutore
AUTM:
analisi stilistica
AUTN:
Puligo, Degli Ubaldini Domenico
AUTA:
1492-1527
MTC
MTC:
olio su tavola
Misure (MIS)
MISU:
cm
MISA:
62
MISL:
45
Stato di conservazione (STC)
Stato di conservazione (STCC):
buono
Restauri (RST)
RSTD:
1965
RSTN:
D. Podio
Indicazioni sull'oggetto (DESO)
La donna ritratta a mezzo busto è raffigurata di tre quarti, a seno nudo e con l'aspide e una flacone nella mano destra. Il volto è sofferente, la posa languida, le forme tornite e sfumate.
La Maddalena è uno dei soggetti ricorrenti nelle opere di Domenico Puligo (Loreto 2016, p. 56). Questo vale soprattutto per quanto riguarda la produzione tarda del pittore in cui, accanto alle figure femminili di tre quarti, si affiancano varianti come quella delle giovani donne in veste di Maddalena.
È abitudine del pittore riproporre formule compositive adattandole di volta in volta ai singoli dipinti: anche in questo caso l'opera mostra una figura di tre quarti, tagliata a mezzo busto, con un richiamo alle opere di Leonardo da Vinci per quel che riguarda lo sfumato e la resa morbida delle superfici sfocate nei contorni. L'adesione di Puligo alla poetica leonardesca si esprime particolarmente in alcune figure che secondo Vasari costituirono parte rilevante delle opere dell'artista, tra cui appunto Cleopatra e la Maddalena.
Nella tavola in esame, si può notare la corrispondenza con il tipo iconografico di Cleopatra. Quest'iconografia, che presenta la donna a mezzo busto, con seni scoperti e mani e braccia in vista, deriva anch'essa dalle opere di Leonardo e viene spesso utilizzata per la raffigurazione di personaggi storici, biblici o mitologici. Tuttavia, è probabile che lo scopo dei dipinti di Puligo derivasse dalla consuetudine, affermata nell'Italia centrale tra Quattro e Cinquecento, di decorare le stanze private con immagini allegoriche tratte dai testi antichi, quali esempi di vizi e virtù, rispettivamente da evitare e seguire (Capretti in "Antichità Viva", XXXII, 1993, pp. 5-12).
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
legato
Nome (ACQN):
G. Ricci
Data acquisizione (ACQD):
1892
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2023
FTAC:
PB_287
FTAN:
PB_287_2462
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
NEG A. 23/5
Citazione completa (BIL)
Catalogo, 1893, n. 15, p. 9; Grosso, 1909,, n. 31, p. 37; id., 1910, n. 31, p. 68; id., 1912, n. 32, p. 56; "Elenco di quadri ed oggetti archeologici dei Palazzi Bianco e Rosso", 1914, n. 32, p. 7; Berenson, 1936, p. 408.