Personaggi: Marte, Venere, Amorino, Bacco. Figure: una furia. Abbigliamento: armatura da lanzichenecco; veste scollata. Oggetti: tavolo, fiasca e calice d'argento.
Titolo (SGTT)
Già Venere e Marte / allegoria dell'intemperanza
SGT
SGTI:
Venere e Marte
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
PB 160
INVC:
Palazzo Bianco, terzo piano, piano nobile
DTZ
DTZG:
sec. XVII
Cronologia (DT)
DTZS:
seconda metà
DTM:
analisi stilistica
DTSI:
1632
DTSV:
post
DTSF:
1635
DTSL:
ante
MTC
MTC:
olio su tavole di rovere
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto si presenta come un’allegoria, in cui tradizionalmente sono state riconosciute le figure di Amore che disarma Marte, dio della guerra, il quale, attonito, si arrende al fascino procace di Venere e all’ebbrezza provocata dal vino contenuto nella fiasca argentea e nella coppa, offertagli da Bacco, il dio della gioia di vivere. Venere indossa abiti coevi e il suo volto e la sua tornita fisionomia rispecchiano canoni di bellezza comuni nella produzione rubensiana e non appartengono, come volevano gli inventari di casa Brignole-Sale, alla seconda moglie del pittore. Marte, invece, indossa il tipico abbigliamento del lanzichenecco e non è un autoritratto dell’artista, come valutavano i sopraccitati inventari, ma riproduce il volto, identico fin nell’espressione, di un membro della famiglia Van den Wijngaerd, che Rubens ritrasse almeno altre due volte. La Furia che irrompe, a destra, dalle ombre di un paesaggio che, a sinistra, si rivela desolato, arso e sconvolto dalla guerra, è stata realizzata con vibranti tocchi essenziali di bruno e nero direttamente sulla preparazione bruno-rossastra e si contrappone alla sensuosa intensità cromatica e all’intatta luminosità degli impasti delle figure in primo piano, di ascendenza tizianesca.
Di recente il soggetto è stato interpretato più genericamente come una Allegoria della Intemperanza, rifiutando l’identificazione dei due protagonisti come il dio della Guerra e la dea dell’Amore (N. Büttner, Corpus Rubenianum, 2018).
Capolavoro della tarda maturità dell’artista fiammingo, databile tra il 1632 e il 1635, la tavola è menzionata per la prima volta a Genova nel 1735 circa, quando risultava appartenere a Gio. Francesco II Brignole - Sale nel Palazzo Rosso; secondo una recente indagine, il dipinto sarebbe tuttavia giunto in città da Madrid circa una trentina d’anni prima, probabilmente per tramite di Francesco de Mari. Le vicende dell’opera nel trentennio successivo fino al 1735 sono ancora ignote.
Personaggi: Marte, Venere, Amorino, Bacco. Figure: una furia. Abbigliamento: armatura da lanzichenecco; veste scollata. Oggetti: tavolo, fiasca e calice d'argento.
Notizie storico-critiche (NSC)
Il dipinto si presenta come un’allegoria, in cui tradizionalmente sono state riconosciute le figure di Amore che disarma Marte, dio della guerra, il quale, attonito, si arrende al fascino procace di Venere e all’ebbrezza provocata dal vino contenuto nella fiasca argentea e nella coppa, offertagli da Bacco, il dio della gioia di vivere. Venere indossa abiti coevi e il suo volto e la sua tornita fisionomia rispecchiano canoni di bellezza comuni nella produzione rubensiana e non appartengono, come volevano gli inventari di casa Brignole-Sale, alla seconda moglie del pittore. Marte, invece, indossa il tipico abbigliamento del lanzichenecco e non è un autoritratto dell’artista, come valutavano i sopraccitati inventari, ma riproduce il volto, identico fin nell’espressione, di un membro della famiglia Van den Wijngaerd, che Rubens ritrasse almeno altre due volte. La Furia che irrompe, a destra, dalle ombre di un paesaggio che, a sinistra, si rivela desolato, arso e sconvolto dalla guerra, è stata realizzata con vibranti tocchi essenziali di bruno e nero direttamente sulla preparazione bruno-rossastra e si contrappone alla sensuosa intensità cromatica e all’intatta luminosità degli impasti delle figure in primo piano, di ascendenza tizianesca.
Di recente il soggetto è stato interpretato più genericamente come una Allegoria della Intemperanza, rifiutando l’identificazione dei due protagonisti come il dio della Guerra e la dea dell’Amore (N. Büttner, Corpus Rubenianum, 2018).
Capolavoro della tarda maturità dell’artista fiammingo, databile tra il 1632 e il 1635, la tavola è menzionata per la prima volta a Genova nel 1735 circa, quando risultava appartenere a Gio. Francesco II Brignole - Sale nel Palazzo Rosso; secondo una recente indagine, il dipinto sarebbe tuttavia giunto in città da Madrid circa una trentina d’anni prima, probabilmente per tramite di Francesco de Mari. Le vicende dell’opera nel trentennio successivo fino al 1735 sono ancora ignote.
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
legato
Nome (ACQN):
Brignole-Sale De Ferrari Maria
Data acquisizione (ACQD):
1889
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
NVC
NVCT:
DM
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2022
FTAC:
PB_160
FTAN:
PB_160_3298
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
Neg A. 116/3
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Di Fabio C.
BIBD:
1991
BIBN:
p. 69
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Di Fabio C.
BIBD:
1999
BIBN:
p. 329
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Lanaro
BIBD:
2010
BIBN:
pp. 146, nn. 62
Citazione completa (BIL)
Titolo: Venere e Marte di Pietro Paolo Rubens. Un intervento dell'istituto centrale di restauro. (Genova) / Cordaro M., Tagliaferro L.
Citazione completa (BIL)
Citazione completa (BIL):
Titolo: Corpus rubensianum ludwig burchard (Bruxelles) / Vlieghe H.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Rubens, the artist as collector (Princenton) / Muller J. M.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Rubens. Catalogo completo. (Milano) / Jaffè M.
Citazione completa (BIL):
Titolo: La Galleria di Palazzo Bianco (Genova) / Di Fabio C.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Per l'itinerario culturale di un doge di Genova: Gio. Francesco Brignole-Sale (Genova) / Tagliaferro L.
Citazione completa (BIL):
Titolo: In "el siglo de los genoveses e una lunga storia di arte e splendori nel palazzo dei dogi", catalogo della mostra (Milano) / Di Fabio C.
Mostre (MST)
MSTT:
Mostra d'Arte Antica
MSTL:
Genova
MSTD:
1982
MSTT:
Pieter Paul Rubens. Kritischer Katalog der Zeichnungen