Il dipinto mostra al centro della composizione la figura di Venere, dea dell'amore, mentre disarma assieme a Cupido il dio della guerra Marte. Quest'ultimo viene stordito dal vino offerto in una coppa da Bacco, il dio della gioia di vivere. Sulla destra, alle spalle di Marte, compare una Furia.
Capolavoro della tarda maturità dell’artista fiammingo, databile tra il 1632 e il 1635, la tavola è menzionata per la prima volta a Genova nel 1735 circa, quando risultava appartenere a Gio. Francesco II Brignole - Sale nel Palazzo Rosso; secondo una recente indagine, il dipinto sarebbe tuttavia giunto in città da Madrid circa una trentina d’anni prima, forse per tramite del genovese Francesco de Mari.
Il dipinto si presenta in forma di allegoria, nella quale sono state tradizionalmente riconosciute le figure di Marte, dio della guerra, disarmato da Amore, e di Venere, il cui fascino procace attira e soggioga il dio, unitamente all’ebbrezza provocata dal vino offerto in una coppa da Bacco, il dio della gioia di vivere. Venere indossa abiti coevi, ma il suo volto e la sua tornita fisionomia rispecchiano canoni di bellezza comuni nella produzione rubensiana, che non si possono riferire ai tratti somatici della seconda moglie del pittore, come invece affermavano gli inventari settecenteschi di casa Brignole-Sale. La figura di Marte, del resto, indossa il tipico abbigliamento del lanzichenecco e non si può considerare un autoritratto dell’artista: al contrario, sembra riprodurre il volto, identico fin nell’espressione, di un membro della famiglia Van den Wijngaerd, che Rubens ritrasse almeno altre due volte. La Furia che irrompe, a destra, dalle ombre di un paesaggio che si rivela desolato, arso e sconvolto dalla guerra, è stata realizzata con vibranti tocchi essenziali di bruno e nero direttamente sulla preparazione bruno-rossastra e si contrappone all'intensità cromatica e all’intatta luminosità degli impasti delle figure in primo piano, di ascendenza tizianesca.
Di recente, il soggetto è stato interpretato come una più complessa Allegoria dell'Intemperanza, rifiutando l’identificazione tradizionale dei due protagonisti come il dio della Guerra e la dea dell’Amore (N. Büttner, Corpus Rubenianum, 2018).
Il dipinto mostra al centro della composizione la figura di Venere, dea dell'amore, mentre disarma assieme a Cupido il dio della guerra Marte. Quest'ultimo viene stordito dal vino offerto in una coppa da Bacco, il dio della gioia di vivere. Sulla destra, alle spalle di Marte, compare una Furia.
Capolavoro della tarda maturità dell’artista fiammingo, databile tra il 1632 e il 1635, la tavola è menzionata per la prima volta a Genova nel 1735 circa, quando risultava appartenere a Gio. Francesco II Brignole - Sale nel Palazzo Rosso; secondo una recente indagine, il dipinto sarebbe tuttavia giunto in città da Madrid circa una trentina d’anni prima, forse per tramite del genovese Francesco de Mari.
Il dipinto si presenta in forma di allegoria, nella quale sono state tradizionalmente riconosciute le figure di Marte, dio della guerra, disarmato da Amore, e di Venere, il cui fascino procace attira e soggioga il dio, unitamente all’ebbrezza provocata dal vino offerto in una coppa da Bacco, il dio della gioia di vivere. Venere indossa abiti coevi, ma il suo volto e la sua tornita fisionomia rispecchiano canoni di bellezza comuni nella produzione rubensiana, che non si possono riferire ai tratti somatici della seconda moglie del pittore, come invece affermavano gli inventari settecenteschi di casa Brignole-Sale. La figura di Marte, del resto, indossa il tipico abbigliamento del lanzichenecco e non si può considerare un autoritratto dell’artista: al contrario, sembra riprodurre il volto, identico fin nell’espressione, di un membro della famiglia Van den Wijngaerd, che Rubens ritrasse almeno altre due volte. La Furia che irrompe, a destra, dalle ombre di un paesaggio che si rivela desolato, arso e sconvolto dalla guerra, è stata realizzata con vibranti tocchi essenziali di bruno e nero direttamente sulla preparazione bruno-rossastra e si contrappone all'intensità cromatica e all’intatta luminosità degli impasti delle figure in primo piano, di ascendenza tizianesca.
Di recente, il soggetto è stato interpretato come una più complessa Allegoria dell'Intemperanza, rifiutando l’identificazione tradizionale dei due protagonisti come il dio della Guerra e la dea dell’Amore (N. Büttner, Corpus Rubenianum, 2018).
Acquisizione (ACQ)
ACQT:
legato
Nome (ACQN):
Brignole-Sale De Ferrari Maria
Data acquisizione (ACQD):
1889
Luogo acquisizione (ACQL):
Genova
Condizione giuridica (CDG)
Indicazione generica (CDGG):
proprietà Ente pubblico territoriale
Indicazione specifica (CDGS):
Comune di Genova
NVC
NVCT:
DM
Documentazione fotografica (FTA)
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia digitale
FTAA:
Lezzi, Simone
FTAD:
2022
FTAC:
PB_160
FTAN:
PB_160_3298
FTAF:
jpg
FTAX:
documentazione allegata
FTAP:
fotografia digitale
FTAN:
RUBENS_PB160 (600)
FTAF:
tif
FTAX:
documentazione esistente
FTAP:
fotografia b-n
FTAN:
Neg A. 116/3
Bibliografia (BIB)
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Di Fabio C.
BIBD:
1991
BIBN:
p. 69
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Di Fabio C.
BIBD:
1999
BIBN:
p. 329
BIBX:
bibliografia specifica
BIBA:
Lanaro
BIBD:
2010
BIBN:
pp. 146, nn. 62
Citazione completa (BIL)
Titolo: Venere e Marte di Pietro Paolo Rubens. Un intervento dell'istituto centrale di restauro. (Genova) / Cordaro M., Tagliaferro L.
Citazione completa (BIL)
Citazione completa (BIL):
Titolo: Corpus rubensianum ludwig burchard (Bruxelles) / Vlieghe H.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Rubens, the artist as collector (Princenton) / Muller J. M.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Rubens. Catalogo completo. (Milano) / Jaffè M.
Citazione completa (BIL):
Titolo: La Galleria di Palazzo Bianco (Genova) / Di Fabio C.
Citazione completa (BIL):
Titolo: Per l'itinerario culturale di un doge di Genova: Gio. Francesco Brignole-Sale (Genova) / Tagliaferro L.
Citazione completa (BIL):
Titolo: In "el siglo de los genoveses e una lunga storia di arte e splendori nel palazzo dei dogi", catalogo della mostra (Milano) / Di Fabio C.
Mostre (MST)
MSTT:
Mostra d'Arte Antica
MSTL:
Genova
MSTD:
1982
MSTT:
Pieter Paul Rubens. Kritischer Katalog der Zeichnungen