La tela rappresenta l'isola di Scio con le sue zone montuose a tramontana e le verdi e ondulate colline a sud. In alto si apre il grande golfo di Litimene e a sinistra il porto di Amista. Scendendo sulla destra il porto di Cardamile e nel Iato in basso la doppia insenatura del Porto Delfino e l’isolotto di S. Stefano. Proseguendo si incontra la città di Chio e, portandosi all’estrema punta il capo Sant Heleni. Presso questo capo è disegnata una nave d’alto bordo. In basso a sinistra l’isola di Panaize. In fondo ai due lati isolotti con scogli e palme.
Titolo (SGTT)
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
3319
DTZ
DTZG:
sec. XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
fine
MTC
MTC:
olio-tela
Notizie storico-critiche (NSC)
Chios è un’isola delle Sporadi nel Mar Egeo orientale, vicina alle coste dell’Asia Minore, a poca distanza dal porto di Smirne.
Se la presenza genovese è documentata dalla seconda metà dell’XI secolo, la prima dominazione vera è ascrivibile a Benedetto Zaccaria che la occupò nel 1304, anche se come feudo dell’imperatore bizantino. Iniziò così lo sfruttamento delle risorse dell’isola, specie del mastik o mastice - una resina cristallizzata prodotta dalla pianta del lentisco - sin dal Medioevo utilizzata come “gomma da masticare” per l’igiene dei denti.
Caduta in mano greca, Chios fu riconquistata nel 1346 da una spedizione capitanata da Simone Vignoso, che occupò subito dopo anche Focea, dove si estraeva l’allume usato in tintoria. Gli armatori privati che avevano partecipato alla spedizione – primi fra tutti i Giustiniani - fondarono quindi una Maona , una sorta di società per azioni cui spettava lo sfruttamento delle isole e la riscossione delle imposte. La sovranità formale rimaneva in capo alla Repubblica di Genova. La Maona di Chio terminò le sue attività nel 1566 quando i Turchi invasero e occuparono l'isola.
Chios sarà visitata da Cristoforo Colombo durante uno dei suoi viaggi giovanili: si dice che rimase a tal punto rapito dal “fascino” dell’Oriente, che qui cominciò a maturare l’idea di trovare una nuova rotta per le Indie, a quel tempo preclusa dai Turchi Ottomani.
La tela rappresenta l'isola di Scio con le sue zone montuose a tramontana e le verdi e ondulate colline a sud. In alto si apre il grande golfo di Litimene e a sinistra il porto di Amista. Scendendo sulla destra il porto di Cardamile e nel Iato in basso la doppia insenatura del Porto Delfino e l’isolotto di S. Stefano. Proseguendo si incontra la città di Chio e, portandosi all’estrema punta il capo Sant Heleni. Presso questo capo è disegnata una nave d’alto bordo. In basso a sinistra l’isola di Panaize. In fondo ai due lati isolotti con scogli e palme.
Iscrizioni (ISR)
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in alto
ISRI:
ARCIPELAGO OLIM AEGEUM MARE
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in basso a destra
ISRI:
CHIOS INSULA IN MARI IONIO A SIMONE VIGNOSIO/
GENUENSIUM REP. ce TRIREMIUM CLASSIS SUNNO/ CUM IMPERIO PRAEFECTO
GENUENSIUM DITIONI/ ADIECTA ANNO MCCCXXXXVI ET IUSTINIANO/ TUM IPSIUS
REIP.ce BENE/ FICIO ANNO MCCCLXXIII QUA IOANNIS PALEO/ LOGHI ORIENTIS IMPERII IMPERATORIS LIBE/ RALITATE ANNO MCCCLXXVII IN FEUDUM CU/GLADII POTESTATE AC REGALIBUS DIGNI/ TATIBUS CONCESSA ET PER ANNOS CENTU/ NONAGINTA TRES POSSESSA.
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in basso
ISRI:
ICARIUM MARE
Notizie storico-critiche (NSC)
Chios è un’isola delle Sporadi nel Mar Egeo orientale, vicina alle coste dell’Asia Minore, a poca distanza dal porto di Smirne.
Se la presenza genovese è documentata dalla seconda metà dell’XI secolo, la prima dominazione vera è ascrivibile a Benedetto Zaccaria che la occupò nel 1304, anche se come feudo dell’imperatore bizantino. Iniziò così lo sfruttamento delle risorse dell’isola, specie del mastik o mastice - una resina cristallizzata prodotta dalla pianta del lentisco - sin dal Medioevo utilizzata come “gomma da masticare” per l’igiene dei denti.
Caduta in mano greca, Chios fu riconquistata nel 1346 da una spedizione capitanata da Simone Vignoso, che occupò subito dopo anche Focea, dove si estraeva l’allume usato in tintoria. Gli armatori privati che avevano partecipato alla spedizione – primi fra tutti i Giustiniani - fondarono quindi una Maona , una sorta di società per azioni cui spettava lo sfruttamento delle isole e la riscossione delle imposte. La sovranità formale rimaneva in capo alla Repubblica di Genova. La Maona di Chio terminò le sue attività nel 1566 quando i Turchi invasero e occuparono l'isola.
Chios sarà visitata da Cristoforo Colombo durante uno dei suoi viaggi giovanili: si dice che rimase a tal punto rapito dal “fascino” dell’Oriente, che qui cominciò a maturare l’idea di trovare una nuova rotta per le Indie, a quel tempo preclusa dai Turchi Ottomani.