La tela rappresenta l'isola di Scio con le sue zone montuose a tramontana e le verdi e ondulate colline a sud. In alto si apre il grande golfo di Litimene e a sinistra il porto di Amista. Scendendo sulla destra il porto di Cardamile e nel Iato in basso la doppia insenatura del Porto Delfino e l’isolotto di S. Stefano. Proseguendo si incontra la città di Chio e, portandosi all’estrema punta il capo Sant Heleni. Presso questo capo è disegnata una nave d’alto bordo. In basso a sinistra l’isola di Panaize. In fondo ai due lati isolotti con scogli e palme.
Titolo (SGTT)
Inventario di museo o soprintendenza
INVN:
3319
DTZ
DTZG:
sec. XVI
Cronologia (DT)
DTZS:
fine
MTC
MTC:
olio-tela
Notizie storico-critiche (NSC)
L'isola di Chios, nell'Egeo, a poca distanza dal porto di Smirne, rappresentò a partire dal 1346 - anno della sua conquista da parte di una spedizione capitanata da Simone Vignoso - la più importante delle colonie genovesi dell'arcipelago. L’isola godeva di posizione particolarmente strategica all’interno dell’Egeo, che la favoriva nei commerci tra Mar Nero, Egeo e Mediterraneo.
Particolarmente richiesta era una produzione locale - quella del mastik o mastice - una resina cristallizzata che sin dal Medioevo veniva utilizzata come “gomma da masticare”, molto apprezzata per l’igiene dei denti.
Sarà visitata da Cristoforo Colombo durante uno dei suoi viaggi giovanili: rimase rapito dal “fascino” dell’Oriente, a tal punto che qui cominciò a maturare l’idea di trovare una nuova rotta per le Indie, a quel tempo preclusa dai Turchi Ottomani.
La tela rappresenta l'isola di Scio con le sue zone montuose a tramontana e le verdi e ondulate colline a sud. In alto si apre il grande golfo di Litimene e a sinistra il porto di Amista. Scendendo sulla destra il porto di Cardamile e nel Iato in basso la doppia insenatura del Porto Delfino e l’isolotto di S. Stefano. Proseguendo si incontra la città di Chio e, portandosi all’estrema punta il capo Sant Heleni. Presso questo capo è disegnata una nave d’alto bordo. In basso a sinistra l’isola di Panaize. In fondo ai due lati isolotti con scogli e palme.
Iscrizioni (ISR)
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in alto
ISRI:
ARCIPELAGO OLIM AEGEUM MARE
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in basso a destra
ISRI:
CHIOS INSULA IN MARI IONIO A SIMONE VIGNOSIO/
GENUENSIUM REP. ce TRIREMIUM CLASSIS SUNNO/ CUM IMPERIO PRAEFECTO
GENUENSIUM DITIONI/ ADIECTA ANNO MCCCXXXXVI ET IUSTINIANO/ TUM IPSIUS
REIP.ce BENE/ FICIO ANNO MCCCLXXIII QUA IOANNIS PALEO/ LOGHI ORIENTIS IMPERII IMPERATORIS LIBE/ RALITATE ANNO MCCCLXXVII IN FEUDUM CU/GLADII POTESTATE AC REGALIBUS DIGNI/ TATIBUS CONCESSA ET PER ANNOS CENTU/ NONAGINTA TRES POSSESSA.
ISRS:
a pennello
ISRT:
caratteri epigrafici romani
ISRP:
in basso
ISRI:
ICARIUM MARE
Notizie storico-critiche (NSC)
L'isola di Chios, nell'Egeo, a poca distanza dal porto di Smirne, rappresentò a partire dal 1346 - anno della sua conquista da parte di una spedizione capitanata da Simone Vignoso - la più importante delle colonie genovesi dell'arcipelago. L’isola godeva di posizione particolarmente strategica all’interno dell’Egeo, che la favoriva nei commerci tra Mar Nero, Egeo e Mediterraneo.
Particolarmente richiesta era una produzione locale - quella del mastik o mastice - una resina cristallizzata che sin dal Medioevo veniva utilizzata come “gomma da masticare”, molto apprezzata per l’igiene dei denti.
Sarà visitata da Cristoforo Colombo durante uno dei suoi viaggi giovanili: rimase rapito dal “fascino” dell’Oriente, a tal punto che qui cominciò a maturare l’idea di trovare una nuova rotta per le Indie, a quel tempo preclusa dai Turchi Ottomani.